Colori e geometrie anni Sessanta: Pucci imita Marilyn

Stufi del nero, si fa per dire, il nuovo colore non colore del prossimo inverno sarà il grigio. Ma c'è chi al posto della donna lunare, glaciale, altera nel grigio imperante ne crea una gioiosa, allegra e, alla faccia dell'omologazione, usa tinte mediterranee, commestibili come il mandarino, il lampone, il vino e il melograno.
A uscire dal coro è Matthew Williamson, direttore creativo di Emilio Pucci che, come un pittore, usa la tavolozza dei colori con maestria. E lo fa su tuniche in panno di lana, minigonne e cappe a triangolo e imprevedibili pellicce voluminose di volpe o mongolia. Dal recupero del motivo «Ceramiche», uno stampato degli anni '50 portato e amato da Marilyn Monroe, nasce lo stesso grafismo riprodotto in una nuova combinazione di colori dal rosa al ciliegia per arrivare al rosso mattone con tocchi di blu petrolio per mini abiti in jersey di lana e seta e tuniche dalle maniche a campana. C'è il macro pois su seta e jersey, il verde e il viola sul panno dei cappotti, le paillettes dégradé o le frange di camoscio negli abiti in georgette di seta. Anche Alessandro Dell'Acqua non disdegna i tocchi raffinatissimi di certi toni carichi di sensualità come il carne, il bianco, un lampo di rosso, antracite e nero notte. Fasce, bende e corsetti disegnano sul corpo una silhouette precisa e femminile resa moderna dal neoprene che si mischia con la pelliccia di kidassia (un must della prossima stagione), dalle placche di pellicola fotografica dei bustier, dalle microborchie di paillettes metalliche per abiti corazza. Piace eccome questa donna contemporanea, la stessa che calca la pedana di Antonio Berardi per Les Copains. Rosso fuoco, malva, glicine pallido tra perla, grigio, noce. Colori usati in modo magistrale nella bella collezione fatta di tanta maglia d'angora. Colori notturni da Amuleti J nella collezione che ormai è più vicina all'alta moda e fantastica Laura Biagiotti che con chiffon e cashmere non costringe le donne al cambio di stagione.