Il Colosseo illuminato contro le morti bianche Ma si può fare di più

Da oggi il Colosseo sarà illuminato ogni primo maggio per ricordare i morti sul lavoro. Lo ha annunciato il sindaco Walter Veltroni in una lettera ai segretari di Cgil, Cisl e Uil. «Il primo maggio - scrive il sindaco - è una giornata di festa. E la festa del lavoro e dei lavoratori. Ma proprio in un giorno così non va dimenticato che c’è un diritto ancora oggi non garantito per chi lavora: il diritto, fondamentale, alla sicurezza della propria vita». Per Veltroni non deve venire meno l’indignazione di fronte a un dramma che ha raggiunto dimensioni spaventose. Anche i gesti simbolici allora possono servire a ricordare. «È per questo che voglio annunciare - conclude la lettera - che il Colosseo, che già accende le sue luci ogni qual volta una condanna a morte, nel mondo, viene annullata, da quest’anno si illuminerà in occasione di ogni primo maggio per ricordare a tutti le vittime degli incidenti sul lavoro. In questo modo - secondo il sindaco di Roma - il monumento simbolo universale di Roma sarà testimone dell’impegno per il diritto ad un lavoro sicuro e dignitoso, il diritto ad un’esistenza libera e piena, il diritto ad una vita degna di questo nome».
L’illuminazione del Colosseo è un gesto simbolico di quelli che tanto piacciono al sindaco il quale, forse - oltre che dalla circostanza del 1° maggio - è stato indotto a dare un segnale proprio per l’alto numero di vittime registrate ultimamente nei cantieri della Capitale. Molti di questi morti - lo dicono i dati ufficiali - erano stranieri, in maggioranza di nazionalità romena. E spessissimo si trattava di lavoratori «in nero». Ma al di là dei «simboli» - che pure hanno la loro importanza - forse si potrebbe fare qualcosa in concreto per prevenire i rischi di «morti bianche», visto soprattutto che i continui protocolli di intesa con gli enti locali, con i sindacati e con le categorie interessate finora hanno dato risultati scoraggianti. Prevenzione, nel caso specifico, significa anche e soprattutto controlli per evitare l’utilizzazione di personale «in nero»: perché nei cantieri è più facile (oltre che più redditizio) far lavorare operai irregolari senza le prescritte norme di sicurezza. E allora perché il sindaco non chiede la collaborazione dell’Ispettorato del lavoro per evitare l’indecente spettacolo del «mercato delle braccia» che ogni giorno si tiene pubblicamente sulle strade cittadine? Il nostro giornale ha documentato più volte, anche fotograficamente, il «collocamento» clandestino lungo viale Palmiro Togliatti, nel tratto tra via Casilina e il Quarticciolo. Basterebbe mandare qualche ispettore sul posto, in qualsiasi giorno, per accertare che centinaia di stranieri vengono ingaggiati «a giornata» da privati, piccoli imprenditori, che li caricano su pulmini e auto per portarli a lavorare nei cantieri o nelle ristrutturazioni di appartamenti senza alcuna assicurazione, senza contributi e soprattutto senza norme di prevenzione e sicurezza sul lavoro. È così difficile?