Colosseo, la replica di Bottini

Riceviamo e pubblichiamo una risposta della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma in merito al nostro articolo «Colosseo, una meraviglia negata».
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«L’inagibilità di parte dell’anfiteatro Flavio non è cosa nuova e quel che è visitabile, oltre a essere in progressivo ampliamento grazie ai lavori di restauro eseguiti e in corso, è anche e soprattutto motivo del suo straordinario successo, visto che il Colosseo è il monumento più visitato d’Italia. Il numero di visitatori è cresciuto del 400 per cento negli ultimi 10 anni. E questo pagando un biglietto d’ingresso di 11 euro, decisamente inferiore a molti musei, monumenti e mostre non solo italiani ma anche stranieri, soprattutto se si considera che lo stesso biglietto consente la visita al Palatino e al Foro romano.
Il Colosseo è stato inaugurato nell’80 d.C. ed è stato edificato in assenza delle attuali norme di sicurezza. Non c’è da stupirsi, quindi, se non siano aperti il III ordine e l’attico. I sotterranei sono chiusi dalla fine degli anni ’70, epoca in cui cominciavano a porsi i citati problemi relativi alla sicurezza del pubblico. Oggi più che allora, non va sottovalutato che gestire il flusso di ben 6 milioni di visitatori annui è estremamente complesso. Proprio per questo, ad esempio, è stata abolita la passerella centrale, non adatta all’attraversamento di milioni di visitatori. Invece, è stata ricostruita parte dell’arena secondo l’originale modello Flavio lasciando visibile l’articolazione dei sotterranei.
Relativamente ai lavori di restauro, per sopperire ai sempre magri fondi destinati ai Beni culturali, è stato stretto un accordo nel 1994 con il Banco di Roma, poi Capitalia e oggi confluito in Unicredit, per un’erogazione di fondi pari a 20,6 milioni di euro per il restauro del monumento. Di questi, sono stati versati solo 14,4 milioni di euro, impiegati per la messa in sicurezza dei percorsi destinati ai visitatori, per i servizi, per i restauri delle strutture, per la costruzione di parte del piano dell’arena e per attività di studio e ricerca con università e istituti di cultura che hanno prodotto interessanti e utili progetti per la visita del monumento. Per la loro attuazione si attende l’erogazione del resto dello stanziamento previsto. Inoltre, siamo in attesa dI 1,6 milioni di euro dai fondi di Roma Capitale del 2006, deliberati ma non ancora erogati. La soprintendenza, poi, ha destinato uno spazio espositivo al secondo ordine che, attraverso due mostre l’anno, informa in maniera didattica, eppur scientifica, sulla storia del nostro passato. In questo stesso ambulacro si trova, a chiusura del percorso espositivo, un bookshop gestito dalla casa editrice Electa, del Gruppo Mondadori, concessionaria dei servizi aggiuntivi della Soprintendenza.
La Soprintendenza è responsabile unicamente del monumento, mentre l’area circostante è competenza del Comune. Ed è in questa, evidentemente, che risiedono i problemi più spinosi, paragonabili ad altri siti turistici (Pompei, Venezia, Firenze). Ci riferiamo alla folla di venditori ambulanti (legali e abusivi), di guide turistiche (autorizzate e non), di mimi e figuranti di ogni tipo. Problemi che possono essere risolti solo con un’azione politica comune e concordata dalle diverse parti interessate, a Roma come altrove.
Soprintendente archeologo di Roma