«Colpa dei lavori, quella strada è troppo stretta»

Duro il presidente del V Municipio: «Troppi cantieri in via dei Monti Tiburtini»

(...) violento quello tra le due vetture tanto che il bus finisce in una scarpata adiacente. La 500, dopo aver fatto mezzo giro su se stessa, si ritrova contromano sulla corsia per essere poi travolta da una Renault Espace che sopraggiunge e che non riesce a evitare l’impatto. La scena è terrificante, l’utilitaria è ridotta a un cartoccio, le due donne vengono estratte con l’ausilio dei vigili del fuoco che segano il tetto. Sono le 6,30 quando la polizia municipale chiude la zona al traffico. E tale resterà fino a contrordine.
A pezzi il papà di Federica; è immobile, riesce a malapena a parlare con la gente e gli amici arrivati sul luogo dell’incidente: «Che volete che vi dica? Non me la sento di incolpare nessuno, la magistratura indagherà». Antonio stringe tra le braccia la mamma di Federica in lacrime e ricorda assieme alla zia che Federica «non aveva ancora trovato un lavoro», che «era una persona sempre sorridente, e dedicava tutta se stessa agli animali, che accudiva assieme a Emanuela in un canile». «Ieri mattina erano uscite molto presto, forse troppo».
Davanti all’abitazione di «Fede», a Vigne Nuove, è un via vai di parenti e amici che si abbracciano piangendo. «Era una ragazza solare, amante degli animali», raccontano gli amici. Probabilmente Federica, dicono alcuni vicini di casa, «stava andando in macchina a Bologna, forse per lavoro. La madre e la nonna di Federica ci hanno detto che ultimamente aveva trovato occupazione in una ditta di pc e girava tutta Italia per portare pezzi di computer dalle fabbriche ai rivenditori. Stamattina, per quanto ne sappiamo, la ragazza sarebbe dovuta partire per Bologna». «Emanuela e Federica erano due persone straordinarie, amavano gli animali e avevano anche lavorato in un canile - aggiunge Barbara, la sorella di Emanuela -. Non posso dire altro perché sono in corso indagini della magistratura, ma posso affermare che non stavano andando al lavoro».
In serata l’assessore ai Lavori pubblici del Comune Fabrizio Ghera e Alessandro D’Armini, direttore dell’assessorato alla Mobilità hanno avviato una procedura di controllo della viabilità sui cantieri delle Ferrovie della Stato presenti in tutta la zona per la costruzione della nuova stazione Tiburtina. In attesa delle verifiche è stata disposta in via cautelativa la chiusura del tratto di strada dell’incidente.
Lavori stradali o meno, dalle prime verifiche condotte dal V Gruppo della Polizia Municipale e dalla polizia appare più probabill’ipotesi che a determinare il frontale sia stato il mancato rispetto del segnale di stop da parte della Volvo guidata da un 76enne, portato al Sandro Pertini in stato di choc. L’automobilista non avrebbe rispettato il segnale immettendosi da uno svincolo sulla via principale, dove transitava la 500.
Una tragedia annunciata secondo il presidente del V Municipio, Ivano Caradonna. «La segnaletica su quel tratto di strada non è per niente chiara e non è sicura - denuncia Caradonna-. Non è la prima volta che succede un incidente grave: lo scorso anno anche un medico del Pertini morì dopo un frontale». «Io stesso ieri ci sono passato - aggiunge- e ho avuto la sensazione di difficoltà a imboccare la strada. Lì la situazione è oggettivamente complicata: c’è una sovrapposizione di lavori. C’è il completamento dei lavori della tangenziale che collega via di Portonaccio e via dei Monti Tiburtini, e tra via dei Monti Tiburtini e Batteria Nomentana. Ci sono poi i lavori del collettore di Marranella 2, il sistema fognante di Pietralata. In più c’è l’impatto con la viabilità legata alla nuova rete metropolitana. I lavori non possono partire tutti insieme, devono essere scandenzati nel tempo. Anche per evitare tragedie del genere».