Colpa «espiata», il Grifone traghettato in Purgatorio

Paola Balsomini

«Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele». Chissà se Dante Alighieri, nel canto primo del suo «Purgatorio» si riferiva alla serie C, quando parlava di «mar sì crudele». Certo è che il Genoa, saldamente in vetta dopo aver traversato ormai metà dei flutti, adesso vede finalmente uno spiraglio di luce. L’inferno in cui il Grifone è precipitato in estate sta per diventare un lontano ricordo e il Caronte di turno sembra aver esaurito le sue anime impure. Così a traghettare verso il Purgatorio Preziosi, Capozucca e i protagonisti di questa vicenda, ci sta pensando il consigliere provinciale di Forza Italia Lorenzo Zito, che dopo il grande successo del suo «poema» in terzine adesso sta preparando, seguendo sempre le vicissitudini del Genoa, il Purgatorio. «O forse qualcosa di più - racconta l’autore - ci sto lavorando ma preferirei scrivere direttamente il Paradiso o “La Vita nuova“. Vedremo». Già, perchè c’è anche chi sussurra che un angelo potrebbe scendere sul Ferraris e riportare direttamente il vecchio pennuto in serie A.
«Sto ad attendere gli eventi, diciamo che il Purgatorio potrebbe essere visto come il girone di ritorno della serie C. Del resto è qui che la società sta espiando le sue colpe. Oppure, lo stesso purgatorio potrebbe essere anche il prossimo anno di serie B, anche se preferirei optare per la prima delle due possibilità», perchè magari in estate potrebbe esserci anche una piacevole sorpresa. Le novità, nel secondo «poema», non mancheranno: «Ovviamente sarà in terzine dantesche, ma ci saranno anche tante novità e nuovi protagonisti». Del resto, da settembre molte cose sono cambiate e anche intorno al Genoa sembra esserci un maggior ottimismo: «Credo in ogni caso che in questo campionato di serie C la società si sia “purificata“. Ora si può sperare in un salto verso l’alto». Molto in alto se l’obiettivo è la serie A: «E allora potrei, a luglio, scrivere “Il Paradiso“».
Nel frattempo «La Divina Tragedia del Grifone» sta andando a ruba. L’edizione è già stata ristampata due volte e il libro sarà distribuito anche ai club che si trovano fuori Liguria: «E’ difficile riuscire ad acquistarlo e per questo - continua Zito -abbiamo preso contatto anche con i club che sono più lontani. Il successo poi è anche merito della compagnia goliardica della Baistrocchi che sta mettendo in scena un atto della Divina Tragedia».
Oltre a questo Zito si è impegnato a presentare il libro e questa sera sarà a Masone, in Comune, accompagnato dall’avvocato Alfredo Biondi e dal tifoso Mario Epifani per raccontare l’Inferno e svelare i primi retroscena del Purgatorio.
E nel frattempo è lo stesso autore a chiedersi come andrà a finire la gloriosa storia rossoblù. Forse in questo caso è proprio Dante a regalare ai tifosi una profezia: nel canto numero 33 infatti s’incontra un carro (simbolo della Chiesa) che sta traghettando le anime verso il Paradiso. Dante ci dice che ai quattro angoli del carro ci sono i quattro animali che rappresentano gli evangelisti, mentre ai fianchi del carro procedono sette donne in gruppi di tre e quattro, vale a dire le virtù cardinali e quelle teologali. A trascinare il carro (colpo di scena, come un gol al ’95) è un Grifone, animale dalla duplice natura. Altro colpo di scena: dietro alla coppia Grifone-carro seguono due vecchi caratterizzati dal colore rosso perché è il colore della carità. E allora, buon Carraro, si metta una mano sulla coscienza, lo dice Zito, ma anche Dante.