Colpi ai portavalori: presi gli specialisti

Sono ritenuti gli autori di vari blitz in provincia. Caccia ai complici

Arrestati dai carabinieri di Tivoli e Monterotondo due dei presunti rapinatori che l’estate scorsa, kalashnikov alla mano, seminarono il terrore mettendo a segno diversi colpi a danno di portavalori nell’area a Sud di Roma. Si tratta di Massimo M., 43 anni di Castel Madama, e Maurizio D.G., 44 anni, di Tivoli. In particolare, alla coppia vengono addebitate le rapine di giugno in località Civitella San Paolo, che vide coinvolto un furgone portavalori che stava scaricando 20mila euro e quella da 180mila euro commessa due mesi dopo a San Gregorio da Sassola. Vittime le due guardie giurate della Security incaricate della consegna di denaro liquido per rifornire le casse degli uffici postali di zona. Sarebbe bastato girare l’angolo ai due vigilantes a bordo della Fiat Tipo di servizio per raggiungere l’agenzia del paesino a due chilometri da San Gregorio Da Sassola e scaricare i soldi come sempre. Invece è scattata la trappola. I due uomini sono stati speronati, assaliti da un commando di tre banditi, pistole in pugno e mitra spianati, spalleggiati da un quarto uomo alla guida di una Fiat Uno pronta per la fuga. Alle guardie non è rimasto che mollare il sacco pieno zeppo di euro per non fare la fine di Adolfo Ferrara, il collega trentaseienne di Genova, morto ammazzato appena due giorni prima durante una sanguinosa rapina. Allora gli inquirenti cominciarono a lavorare sulle tracce di una «banda» che con le stesse modalità aveva messo a segno altri colpi, soprattutto a Castel Madama all’inizio del 2005. Indagini incrociate dei militari di Monterotondo e di Tivoli, presto, puntano nella stessa direzione. Gli identikit ricavati attraverso le deposizioni dei testimoni, alcuni fotogrammi ripresi dalle telecamere del sistema interno di videosorveglianza, il modus operandi, i rilievi tecnici del reparto scientifico, piano piano cominciano a condurre sulla stessa strada, quella che porterà dritto ai due arrestati. L’altro giorno la prova schiacciante: durante le perquisizioni domiciliari in casa di uno dei due, infatti, sono state trovate delle banconote macchiate del liquido utilizzato come dispositivo antirapina esploso proprio nel colpo di San Gregorio. Gratitudine viene espressa dal segretario del Sindacato autonomo vigilanza privata (Savip) Vincenzo del Vicario, ai carabinieri. Del Vicario ha sottolineato la «tempestività e la determinazione con la quale i militari hanno agito. L’efficienza delle forze di polizia è tanto più encomiabile in un contesto nel quale si evidenzia la pericolosità di un servizio che troppo spesso viene sottovalutato e carente di regole per rendere più sicuro il lavoro a migliaia di guardie giurate».