Colpita con un ferro da stiro e nascosta un mese in cantina

Il 19 luglio 2004 i carabinieri trovano nelle cantine di uno stabile di via Asturie i resti di Maria Arena, 77 anni, ex cantante lirica. A ucciderla, quasi un mese prima, era stato il figlio, Boris Zubine, 59 anni, in seguito a un litigio. Dopo averla colpita alla testa con un ferro da stiro, la fa a pezzi. Viene accusato dal pm Luca Poniz di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Il suo legale, l’avvocato Raffaele Ronchi, chiede una perizia psichiatrica per inquadrare lo stato psicologico dell’indagato. L’accertamento definisce Zubine semi infermo di mente e socialmente pericoloso. Diversa la posizione di Marinella Russo, 33 anni, l’ex convivente. Imputata per favoreggiamento, vive in una comunità di Castellanza. Il suo legale, l’avvocato Valentina Rovere, la definisce «una persona fragile, emotivamente dipendente da Zubine». La prossima udienza del processo si terrà il 22 novembre presso il tribunale di Milano.