Colpiti anche Amato e Casini

I fischi in piazza a Bologna durante le commemorazioni per il 25 anno dalla strage alla stazione non sono una novità. Al di là delle polemiche politiche che da subito hanno accompagnato le celebrazioni del 2 agosto, i fischi veri e propri sono arrivati nel 2000 e da allora non sono mai più mancati, anzi sono andati in crescendo.
Le contestazioni di piazza sembrano nate insieme alla strage. Era l’agosto del 1980 quando i rappresentanti del governo Cossiga arrivati a Bologna per i funerali delle 85 vittime della bomba alla stazione furono accolti da un muro di fischi.
Poi più nulla fino al 2000. A farne le spese quell’anno il presidente del Consiglio Giuliano Amato, poi seguito da Pierferdinando Casini, Rocco Buttiglione, Giuseppe Pisanu, Pietro Lunardi e, ieri, Giulio Tremonti. Fischi bipartisan insomma, anche se quelli alla Cdl sono di gran lunga più sonori.
Nel 2000 a subire l’attacco insieme a Francesco Cossiga, furono il sindaco di centrodestra Giorgio Guazzaloca e Giuliano Amato, primo uomo del centrosinistra a subire l’oltraggio. Nel 2001, fischi a pioggia per Guazzaloca che non fa neppure in tempo ad avvicinarsi al microfono che già un coro di fischi ne copre la voce. Insieme a lui, Pierferdinando Casini. Nel 2002 il «trattamento sonoro» tocca a Rocco Buttiglione. Nel 2003 le proteste investono Francesco Cossiga per la sua frase contro «l’indecente professione dei parenti delle vittime» e, seppur per un breve tratto, il discorso di Giuseppe Pisanu. Nel 2004 tocca a Pietro Lunardi, ministro dei Trasporti. La contestazione, ora con toni più alti, ora con toni più accettabili, accompagna tutta la durata del suo intervento.