Colpito da meningite Grave in ospedale allievo di prima media

Profilassi per genitori e parenti ma anche per docenti e compagni della Marconi di Cologno. Il sindaco: «Caso isolato, nessuna epidemia»

Sembrava si trattasse di una semplice influenza arrivata un po' prima del previsto. I sintomi erano infatti i soliti: mal di testa, febbre e nausea. Quando però la colonnina del termometro ha iniziato a salire in modo preoccupante, rendendo così necessario il ricovero in ospedale, i medici del pronto soccorso hanno emesso una diagnosi ben diversa: meningite. Ad essere colpito dalla pericolosa malattia, un undicenne che frequenta la prima media dell'istituto Marconi di Cologno Monzese. Se la meningite è stata accertata, i medici stanno cercando ancora di capire se la causa dell'infezione sia da imputare al temibile batterio del meningococco. Le condizioni del ragazzo però sembrano molto gravi e fanno propendere per questa ipotesi.
Ad avvertire la scorsa mattina i compagni di classe e i professori dell'undicenne, i medici dell'ufficio d'igiene di Sesto San Giovanni a loro volta allertati dai colleghi di una clinica privata milanese dove il ragazzo è stato ricoverato durante la notte. Per genitori, amici, insegnanti e studenti della scuola di via Emilia è così iniziata immediatamente la profilassi del caso. A tutti sono stati somministrati degli antibiotici e per quattro giorni (in media il periodo di incubazione della malattia) verranno tenuti sotto osservazione.
«Vogliamo subito tranquillizzare i genitori e gli studenti dell'istituto - hanno spiegato il sindaco di Cologno Monzese Mario Soldano e l’assessore all'Istruzione Alessandro Del Corno - garantendo loro che tutte le profilassi da applicare in questo tipo di casi sono già state messe in atto dai medici dell’Asl. Ci preme inoltre sottolineare, in base a quanto è stato dichiarato da parte dei responsabili sanitari, che la contrazione della malattia non è legata in alcun modo alle condizioni igieniche e sanitarie della scuola, quotidianamente sotto controllo».
Scettici invece i genitori in attesa dei propri figli davanti al cancello della scuola. «Davvero possiamo stare tranquilli?» si chiedono comprensibilmente preoccupati. Alcune mamme infatti ricordano il caso di epatite che ha colpito uno studente della scuola elementare di via Manzoni a fine settembre e l'esposto firmato i primi di ottobre da alcuni genitori degli alunni dell'istituto di via Pisa secondo il quale nella minestra servita in mensa sarebbero stati trovati dei vermi.