Colpo alle poste: presi 2 napoletani

Emanuela Ronzitti

Presi. Stanati nella notte a Ercolano, in provincia di Napoli. Giuseppe D., 46 anni, sposato, e Antonio D., di 38, in casa coi genitori, sono stati sorpresi nel sonno alle 4,30 tra giovedì e ieri dai carabinieri della Compagnia Cassia, aiutati dai colleghi vesuviani: sono loro i presunti autori del colpo alle poste di Osteria Nuova, ad Anguillara, durante il quale il 14 gennaio scorso rimase gravemente ferito un cliente in coda, Paolo Bendia, un libero professionista di 46 anni, centrato alla nuca da un proiettile partito «per errore» dalla 7,65 di uno dei banditi. Rapinatori «in trasferta», dunque, con precedenti per piccole rapine e che, secondo gli investigatori, potrebbero essere gli artefici di altri blitz in uffici postali del Lazio e della Toscana. A loro i militari sono arrivati grazie ad alcune tracce lasciate incautamente sulla Fiat Uno Bianca rubata, targata Terni, utilizzata per arrivare sul luogo della rapina e abbandonata nei pressi. Impronte digitali che hanno aiutato gli investigatori a risalire all’identità dei due napoletani, comunque ripresi anche dalle telecamere interne dell’agenzia di via Braccianense. Identificata e indagata anche una delle due donne assieme alle quali la coppia era stata vista fuggire da alcuni testimoni a bordo di una Mercedes Classe A scura in direzione della Capitale. Si tratta di una romana, ritenuta la «basista» del colpo. I carabinieri sono sulle tracce della seconda «lady», ancora non individuata. Sparita, invece, l’arma. Giuseppe e Antonio, invece, sono ora nel carcere di Poggio Reale. La mattinata di sangue e paura nel piccolo ufficio delle poste di Osteria Nuova sabato 14 gennaio comincia intorno alle 11,30. Nemmeno un mese prima balordi erano entrati portandosi via 30mila euro. All’interno ci sono tre dipendenti agli sportelli e quattro clienti. Un attimo e scoppia il finimondo. Due malviventi, volti scoperti, fanno irruzione. Uno grida: «Fuori il denaro». L’altro punta la pistola sui presenti, li minaccia: «Tutti a terra». A questo punto succede l’imprevisto. Uno degli uomini in fila si gira all’improvviso, urta il bandito a cui parte accidentalmente il colpo che ferisce Bendia. L’uomo, di Ladispoli, in mano ancora il bollettino da pagare, cade a terra privo di conoscenza. Quelli si dileguano, presi dal panico, senza bottino. L’imprenditore viene prima trasportato in ambulanza all’ospedale «Padre Pio» di Bracciano e da qui trasferito in elicottero al San Filippo Neri. Le sue condizioni appaiono subito critiche. I medici dell’équipe del dottor Alessandro Rinaldi operano per estrarre il proiettile: «Il paziente può superare la crisi - spiegano i sanitari -. Ma non è escluso che ne riporterà dei danni neurologici, anche gravi». Al suo capezzale Marilena, la compagna. «Paolo è stato solo sfortunato», dice. Proprio giovedì, prima che i carabinieri partissero alla volta di Napoli, Bendia ha dato i primi segni di miglioramento.
(Ha collaborato A. Marani)