Colpo beffa alla caserma della polizia: svuotata la macchina cambia-monete

Quando la notizia si è diffusa a macchia d’olio stentavano a crederci anche gli stessi poliziotti che ogni giorno in quella caserma ci mangiano e dormono: qualche «topo, per ben due notti consecutive, è riuscito a scassinare la macchinetta cambia monete e a portarsi via tutto il contenuto, circa 1000 euro. La vicenda del furto di per sé potrebbe sembrare piuttosto banale se fosse accaduta, per fare solo un esempio, in una sala giochi oppure in un centro commerciale della città. Ma quando il magro colpo avviene all’interno di una caserma di Polizia, la «Iavarone», situata a poche centinaia di metri dall’aeroporto intercontinentale di Fiumicino, allora la notizia diventa piuttosto curiosa, per non dire imbarazzante.
Così come ha messo in imbarazzo gli investigatori della polizia giudiziaria in forza nello scalo romano, che proprio ieri si sono visti sporgere formare denuncia dal gestore degli apparecchi cambia-monete. Paradossalmente quella presa di mira dai ladri è stata proprio la macchinetta installata, insieme con alcuni videopoker, nelle immediate vicinanze dello spaccio della caserma di Polizia. I «topi» scassina-macchinette molto probabilmente devono avere approfittato delle ore notturne per introdursi nell’area e avere tutto il tempo di manometterla e impossessarsi dell’incasso in monete. Anche perché durante il giorno tra coloro che vi risiedono (circa duecento) e gli agenti che la frequentano normalmente, si parla di quasi ottocento persone che vanno e vengono. Difficile quindi, anche per un provetto Arsenio Lupin riuscire a compiere un furto senza venire scoperti. A meno che, come si vociferava ieri negli ambienti investigativi, a compiere il furto non sia stato «qualcuno» che già si trovava all’interno della caserma e che ha avuto quindi tutto il tempo di agire indisturbato.
Pur se per motivazioni totalmente diverse da questa, la caserma Iavarone è stata più volte oggetto di polemiche, a causa delle sue condizioni fatiscenti. Lo scorso dicembre gli onorevoli, Graziella Mascia, Franco Russo e Maurizio Zipponi avevano presentato un’interrogazione a risposta immediata in Commissione I Affari Costituzionali e al Ministro dell’Interno. Il Motivo? Da circa 6 anni è stata progettata la costruzione della nuova caserma, ma il progetto, iniziato nel 2001 è fermo per il mancato finanziamento e i lavori sono stati interrotti da 5 anni, con il rischio evidente di sperpero dei quasi quattro milioni di euro già spesi per la costruzione del solo scheletro, che ora rischia il decadimento. Senza contare che nella Iavarone ci sono strutture con copertura in eternit costruite da più di venti anni, quindi con probabile presenza di amianto.