Il colpo «gobbo» all’hotel Internazionale

Alessia Marani

Colpo grosso in hotel. Svaligiate nel pomeriggio di domenica le camere di due famiglie statunitensi alloggiate all’Internazionale di via Sistina, nel cuore di Roma. Un bottino di tutto rispetto per «topi d’albergo» che, stando alle indagini del commissariato Trevi, avrebbero le ore contate. Un anello in platino con zaffiro blu e diamanti del valore di ben 12 mila 500 dollari, pari a circa 10mila euro, oltre a un set in argento di orecchini, bracciale e collana di circa 275 dollari. È soltanto una parte di quello che i ladri sono riusciti ad arraffare in due distinti «blitz» a pochi minuti l’uno dall’altro al terzo piano dell’elegante albergo di Trinità de’ monti. Con modalità da professionisti. Non solo gli «ignoti» sono riusciti a entrare senza forzare alcuna serratura, ma hanno addirittura smurato senza essere disturbati due cassette di sicurezza dalle pareti. Un’opera da «specialisti» portata a segno in una delle strutture ricettive «fiore all’occhiello» della capitale. Oltre ai preziosi sono stati portati via passaporti e documenti che i turisti avevano lasciato nelle loro stanze. Vittime del clamoroso furto una famiglia originaria della California, moglie e marito di 33 e 42 anni, approdati nella Città Eterna da appena un paio di giorni e una coppia di New York a Roma da nemmeno una settimana e in vacanza con i figli di 9 e 10 anni.
I californiani erano usciti per un giro tra le rovine dei Fori imperiali e piazza Venezia nel primo pomeriggio. Al rientro in hotel per la cena, intorno alle 20,15 della sera, la sconcertante sorpresa: dalla loro camera erano spariti gioielli, un portafogli dal valore di 400 dollari con 200 bigliettoni verdi all’interno e i documenti. Immediato l’allarme alla portineria dell’albergo. Da questi l’Sos al 113. Proprio mentre gli agenti indagavano sul caso, ecco la scoperta del secondo furto, intorno alle 23 quando anche la seconda famiglia torna in stanza. Secondo allarme tra le lacrime e la furia degli ospiti che non dimenticheranno davvero facilmente la loro villeggiatura nel Bel Paese.
I poliziotti passano al setaccio i registri con sopra annotati i nomi di tutti coloro che hanno alloggiato all’Internazionale nella giornata; gli ispettori della giudiziaria scrutano tutti i turni di lavoro dei dipendenti interni. Chi ha agito sapeva bene di andare a «colpo sicuro». Conosceva la locazione delle casseforti. Impiegati e camerieri vengono presi a verbale uno a uno. Ma i sospetti si incentrano anche sulla «strana coppia» che ha prenotato per tempo la stanza attigua alle due vittime dell’incursione proprio per domenica. «Hanno pagato in anticipo - dicono dalla direzione della struttura agli inquirenti - e se ne sono andati solamente dopo poche ore». In albergo avrebbero presentato delle carte d’identità contraffatte. La polizia sarebbe già sulle loro tracce.
Non è la prima volta che un albergo capitolino finisce nel mirino dei ladri. Nel 2001 al Regina Baglioni di via Veneto, altre due americane vennero «alleggerite» di diamanti e carte di credito per 2 miliardi di lire. Due mesi dopo al Grand Hotel St. Regis in via Emanuele Orlando, mentre il ministro del petrolio dell’Arabia Saudita si allontana dalla sua suite, i ladri svuotano indisturbati la sua cassaforte con 115 mila dollari, orologi , gioielli e oggetti preziosi.