Colpo grosso in Irak: preso il numero due di Al Qaida

La cattura di al Saudi ha permesso di neutralizzare una ventina di terroristi. Arresti anche in Egitto e Inghilterra

Andrea Nativi

Un nuovo successo nella lotta contro al Qaida in Irak: dopo l'uccisione di Zarqawi in giugno, è uno dei suoi luogotenenti, Hamed Juma Farid Al-Saudi, noto anche come Abu Human o Abu Rana, a cadere in trappola. Già perché questa volta l'uomo di al Qaida è stato catturato senza tentare la fuga o combattere facendosi scudo dei civili che abitavano vicino al suo rifugio, nei pressi di Baluba, nella stessa area dove era stato scoperto ed eliminato Zarqawi.
Si tratta di un vero successo, che ha consentito la cattura o uccisione di altri 20 membri della organizzazione terroristica, compresi alcuni quadri di medio livello, nel giro di pochi giorni, grazie alle notizie fornite dal prigioniero. Proprio la necessità di sfruttare al massimo il materiale trovato nel covo e le informazioni ottenute durante gli interrogatori ha suggerito alle autorità irachene di ritardare di qualche giorno l'annuncio della sua cattura.
Secondo l'addetto alla sicurezza nazionale iracheno, Mowaffak al-Rubaie, il terrorista, del quale non è stata resa nota la cittadinanza, sarebbe il numero due dell'organizzazione in Irak, il vice di Abu Ayyub Al Masri, l'egiziano che secondo le forze Usa ha preso il posto di Zarqawi. Hamed Juma è considerato direttamente responsabile per l'attacco, effettuato lo scorso febbraio, contro il mausoleo di Al-Askari, nei pressi di Samarra, uno dei più importanti luoghi sacri. Da allora si è scatenato lo scontro tra gruppi etnici e religiosi, principalmente tra sciiti e sunniti, che sta mietendo migliaia di vittime. Il Pentagono definisce concreto il rischio che il paese precipiti sempre più nella guerra civile mentre l'affidabilità e la consistenza di esercito e polizia iracheni continua a essere insufficiente, malgrado ci siano oltre 140.000 uomini addestrati, le capacità di queste formazioni di operare autonomamente rimane minima. Se ne è avuta una prova recentemente nei combattimenti di Diwaniya, dove le forze regolari si sono trovate a mal partito contro i miliziani sciiti del Mahdi, le forze del capo religioso Moqtada al Sadr, e hanno dovuto non solo chiedere aiuto alle truppe Usa, ma anche negoziare un cessate il fuoco al nemico.
In queste condizioni il comando statunitense è corso ai ripari, aumentando il proprio impegno militare: i suoi soldati sono saliti ad oltre 140.000, con un incremento di 13.000 unità rispetto all'ultimo mese. Inoltre 15.000 soldati sono stati concentrati a Bagdad per riprenderne il controllo.
Al Qaida ha subìto colpi anche in Egitto e in Gran Bretagna. La stampa del Cairo scrive che almeno 15 persone sospettate di far parte della rete di Osama Bin Laden sono state arrestate all’inizio di agosto. E in Inghilttera, nel Sussex, stando a quanto riporeta il News of the World, la polizia ha scoperto un campo di addestramento per kamikaze: 14 finora gli uomini finiti in cella.