Colpo grosso al museo di Rio de Janeiro rubate tele di Picasso, Monet e Matisse

Minacciando le guardie con una granata i ladri rapinano anche i visitatori. Poi la fuga approfittando della sfilata di Carnevale

Riccardo Magri

Colpo grosso al museo Chácara do Céu di Rio de Janeiro. Non è stata un’azione in stile Arsenio Lupin, ma un vero e proprio assalto eseguito da un commando di sei uomini che si sono impadroniti di alcuni dipinti di Picasso, Dalí, Matisse e Monet. La banda, armata di una bomba a mano, ha fatto irruzione nel museo pubblico del quartiere Santa Teresa minacciando le guardie di sicurezza di far saltare in aria l’edificio. Dopo aver spento le telecamere del circuito di sorveglianza, i banditi hanno rapinato soldi e gioielli ai visitatori, hanno preso le tele famose e si sono dileguati.
«Hanno approfittato della sfilata di carnevale che passava davanti al museo - ha detto Vera de Alencar, direttrice del museo - e si sono dileguati tra la folla». I ladri hanno rubato La Danza e il libro Toros di Picasso, i Due balconi di Dalí, Marine di Monet e Giardino di Lussemburgo di Matisse, tutti dipinti del valore di decine di milioni di dollari. In particolare, spiega la direttrice del museo, «la tela di Dalí era l’unica in America Latina in possesso di un museo pubblico».
In Brasile è scattata subito la caccia ai ladri. Lo stesso ministro della Cultura, Gilberto Gil, ha chiesto alla polizia federale di fare tutto il possibile per arrestare i malviventi e recuperare le opere prima che siano vendute ed escano dal Paese. Gli investigatori hanno preparato gli identikit dei sei uomini, diffusi ieri sera anche attraverso le televisioni.
Quella dei furti d’arte è ormai diventata una delle attività illegali più redditizie. Ogni anno nel mondo vengono rubate opere per un valore complessivo di 10 miliardi di dollari: un volume d’affari superato soltanto dal traffico della droga e da quello di armi. Benché generalmente i musei non abbiano a disposizione fondi sostanziosi, le istituzioni hanno deciso di investire il più possibile in sistemi di sicurezza altamente tecnologici. Ma se da un lato i sistemi sono sempre più sofisticati, dall’altro sono migliorate anche le strategie dei ladri professionisti, i quali nel 2000 hanno sconcertato il mondo dell’arte, per esempio, entrando nel Museo Nazionale di Stoccolma (durante l’orario di apertura) e impossessandosi di due Renoir e di un Rembrandt apparentemente senza problemi. E che dire del colpo portato a termine nel dicembre del 2001, quando alcuni ladri sono penetrati attraverso il tetto nel Museo Van Gogh di Amsterdam e hanno rubato due dipinti del maestro di Arles, ognuno del valore di almeno 10 milioni di dollari.
Certo, non sempre i malviventi usano tecnologie sofisticate per portare a termine i loro colpi. Come nel caso del quadro di Leonardo, Madonna dei Fusi, rubato dal Castello Drumlanrig, in Scozia, il 27 agosto 2003. Sembra che i due responsabili si siano uniti al pubblico per un tour del castello e, dopo avere sopraffatto una guida, si siano impossessati del capolavoro che, secondo gli esperti, può valere 50 milioni di dollari. L’ultimo furto d’arte famoso è quello del 22 agosto 2004, quando alcuni uomini armati hanno rubato dal Munchmuseet di Oslo due dipinti di Munch, il grande maestro norvegese espressionista, fra cui Madonna e una delle quattro versioni de L’urlo. Il museo possiede tre versioni, due delle quali conservate in magazzino. La quarta versione dell’opera, esposta alla Galleria Nazionale di Oslo, era stata rubata il 12 febbraio 1994 mentre si svolgeva la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali. Era stata ritrovata intatta tre mesi più tardi.