«Un colpo mortale per il meglio del made in Italy»

«Abbiamo fatto Pasqua con i Nas in casa». Antonio Avorio, proprietario del caseificio casertano «il Fiore» è amareggiato. L’allarme delle mozzarelle contaminate da diossina ha mandato nel caos un settore alimentare da sempre fiore all’occhiello del made in Italy: «Non sappiamo neppure se riusciremo a rimanere aperti. La mia azienda ha già perso il 50% delle vendite. E tutto per un allarmismo inesistente che ha gettato la gente nella paura». Gli fa eco Giuseppe Mandara, esportatore di mozzarelle di bufala in tutto il mondo. «Il mio prodotto è fatto con latte proveniente dalla Puglia e dal Lazio ma proprio ieri mi hanno annullato una prenotazione da Seul».