Colpo in Provincia, caccia ai ladri nei filmati

L’ultima volta gli uscieri l’hanno visto alle 15 dell’8 agosto, quando il palazzo è stato chiuso ai visitatori e agli estranei per il fine settimana. Infatti lunedì mattina, all’apertura, era rimasta già soltanto la cornice e l’allarme non è stato lanciato subito ma solo nel tardo pomeriggio perché, erroneamente, si è creduto che qualcuno fosse venuto a ritirarlo per delle (anche se non ben identificate) «operazioni di restauro». Da questo dovremmo arguire che è stato sottratto proprio nel weekend. Quando a palazzo Isimbardi c’erano solo gli addetti alle pulizie, la vigilanza e gli operai di una ditta che sta imbiancando le sale, cioè tutte persone che peraltro con la sala dove il quadro si trovava esposto non avevano nulla a che fare.
Stiamo parlando naturalmente della tela «Amore tra i polli», l’opera di Giacomo Favretto, valutata 87mila euro e sparita dal palazzo della Provincia, in via Vivaio. Un’opera che adesso gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di rintracciare attraverso i filmati delle telecamere che seguono il passaggio tra i vari piani del palazzo: gli occhi elettronici più vicini all’opera, infatti, non solo non sono puntati nell’esatta direzione dove si trova il quadro, ma nemmeno erano in funzione al momento del furto.
«Cerchiamo di capire se il furto, che è quasi sicuramente su commissione, sia avvenuto in orari d’ufficio o in pausa pranzo - spiega il vice dirigente della squadra mobile Luigi Rinella -. Le immagini delle telecamere potrebbero far emergere strani movimenti da parte di qualcuno che si trovava in una zona del palazzo senza un motivo apparente. Sulla cornice, comunque, non ci sono impronte. Chi ha commesso il furto sapeva come agire, così come sapeva che le telecamere erano puntate altrove. Quindi deve trattarsi per forza di qualcuno che conosce bene il palazzo e poteva avere accesso alla stanza dove si trova il quadro senza destare particolari sospetti qualora qualcuno l’avesse scoperto lì».