Colpo della Roma, i dribbling di Giuly per tre anni

Non avrà la velocità e la fantasia di Leo Messi e non è una foca ammaestrata come Cristiano Ronaldo ma serviva come il pane a Spalletti. Con la firma di Ludovic Giuly, 31enne esterno francese del Barcellona, la Roma fa un doppio colpo: aumenta il tasso tecnico e dà ossigeno all’ambiente intossicato dall’affare Chivu. Dopo l’accordo con Juan (la vera sorpresa brasiliana in Coppa America) ieri, in serata, è arrivato il sigillo triennale del nazionale transalpino per 3,2 milioni di euro a stagione. Con Giuly al posto di Mancini la squadra acquisisce un po’ di sana «tigna» agonistica in più (provate ad assistere agli allenamenti di Rijkaard e capirete). E ora il cacio sui maccheroni: la punta di peso di supporto a capitan Totti.
Ieri mattina Giuly ha sostenuto le visite mediche a Villa Stuart. Subito dopo è stato portato a Villa Pacelli negli uffici dei Sensi dove ha concordato con i dirigenti giallorossi il passaggio alla Roma a 3,5 milioni di euro per tre anni.
Il francese, prima del trasferimento al Barca nel 2004, ha indossato le maglie del Lione e del Monaco. Atleta minuto e tecnicamente abile, è molto rapido grazie alla corporatura ridotta. Sa sfruttare bene queste caratteristiche, cambiando repentinamente la posizione dalla fascia laterale destra verso il centro per farsi trovare pronto sul lancio di un compagno, che spesso lo mette in condizioni di agire a tu per tu con il portiere. È un calciatore duttile, che può giocare con profitto anche a sinistra.
Niente male il suo palmares: due scudetti nella Liga col Barcellona 2004/2005 e 2005/2006, una Supercoppa di Spagna sempre col Barcellona nel 2005, una coppa di Lega francese col Monaco nel 2003, un campionato francese col Monaco nel 1999/2000. E poi una Champions League col Barcellona nel 2005/2006 e con la nazionale la Confederations Cup nel 2003.
Ma ieri è stata anche la giornata di Mirko Vucinic che ha annunciato il pronto riscatto dopo un’annata, che se non fosse stato per le prestazioni di Ciccio Tavano, sarebbe stata da rimpatrio immediato. Vucinic eredita la maglia numero nove, per sette anni e mezzo di Vincenzo Montella, roba da far tremare le vene ai polsi a chiunque. «Emulare una carriera come la sua? - esordisce -. Spero di riuscirci perché Vincenzo è stato un giocatore importante, vorrei essere io il nuovo Montella». Ma con l’arrivo di Giuly l’attacco giallorosso comincia ad affollarsi, il montenegrino rinato non si perde d’animo: «più siamo, meglio è; la concorrenza fa solo bene».
Prima di tornare ad allenarsi un ultimo, immancabile accenno alla faccenda Chivu: «È davvero una questione delicata la sua, dovrà parlare al più presto con la società...». Ce ne eravamo accorti da un pezzo.