Coltelli e martello le armi usate per la carneficina

Quella che nelle primissime battute sembrava una tragica strage familiare è una vicenda che si tinge sempre più di giallo.
La strage
La sera dell’11 dicembre, almeno due persone entrano nell’abitazione di Raffaella Castagna. Colpiscono a morte cinque persone (quattro muoiono, una resta ferita gravemente), poi danno fuoco all’appartamento e fuggono.
Le vittime
Sono Raffaella Castagna, 29 anni, suo figlio Youssef di appena due anni, poi Paola Galli, madre di Raffaella e nonna di Youssef (53 anni) e Valeria Cherubini, 50 anni, la vicina di casa. Ferito il marito di Valeria, Mario Frigerio, 60 anni.
La pista investigativa
Gli inquirenti puntano sulla vendetta. Il marito di Raffaella, Azouz Marzouk è stato condannato per spaccio di droga. Si ipotizza che qualcuno abbia voluto far pagare all’uomo uno sbaglio.
Lo sgarro al clan
Marzouk ha raccontato di aver litigato in carcere a Como con un clan di calabresi. Pertanto potrebbe trattarsi di una vendetta per uno sgarro.
L’arma del delitto
L’autopsia ha confermato: i killer hanno colpito con coltelli e e martelli.
Il sopravvissuto
L’unico testimone oculare è il sopravvissuto, Mario Frigerio. È ancora in prognosi riservata, ma ha raccontato ai magistrati che i killer erano almeno due. Dal suo racconto dipendono le indagini