Coltiviamo «Il seme della violenza» ma rimandiamo davvero l’Apocalisse

Ecco i libri che la redazione cultura del Giornale ha letto per voi e che vi segnala, divisi per categorie serie e semiserie.
DA NON PERDERE
Il seme della violenza di Evan Hunter (Elliot, pagg. 508, euro 22,50). Il nome dell’autore (1926-2005) potrebbe non dirvi molto, però è il vero nome di Ed McBain, maestro del giallo americano. Oltre a essere McBain, Hunter è stato un sacco di altri scrittori di successo (amava gli pseudonimi). Il seme della violenza, che parla di bullismo in una scuola anni ’50 (ma per attualità del tema sembra scritto oggi), è forse il suo romanzo più bello (in Italia non lo pubblicano da anni).
SE VI FOSSE SFUGGITO
Un pollastro a Hollywood di David Henry Sterry (Adelphi, pagg. 219, euro 18). Quando Sterry arriva nella mecca del cinema (1974) ha 17 anni, 27 dollari in tasca, nessun posto per dormire e una famiglia da cui darsela a gambe. Eppure non si dispera, e guardando Hollywood pensa: «È un paese delle meraviglie perverso e malato, e io sono Alice». Così, in breve si trasforma in marchettaro per signore d’alto bordo. Ad anni di distanza racconta la propria esperienza con una narrazione in bilico tra humour e squallore.
DA COMODINO
Armageddon di Alan D. Altieri (Tea, pagg. 289, euro 10). È una raccolta di racconti apocalittici di un vero maestro del genere. Cinque narrazioni visionarie ed epiche perfette, in notti di temporale, per non addormentarsi mai più. O per addormentarsi per sempre...
DA TASCA
Due Popoli una terra di Benny Morris (Rizzoli, pagg. 227, euro 12). Il capofila dei nuovi storici israeliani ripensa alle possibili soluzioni del conflitto fra Israele e palestinesi. Imperdibile per tasche votate alla geopolitica.
DA CESTINO
L’Apocalisse rimandata di Dario Fo (Guanda, pagg. 201, euro 15). Nessuna polemica ideologica. Soltanto una domanda: la creatività, l’estro linguistico di Fo, dove sono finiti? Resta un grande ego e poca arte della parola. Peccato.