Colturani: colf in manette Il figlio: "Mai avuto dubbi"

La badante, sua madre e il fidanzato ucraino arrestati per l’omicidio del ginecologo di 64 anni morto in seguito a una rapina in casa a Milano. Ricercato un moldavo

Milano - Sono tre le persone arrestate per l’omicidio del ginecologo Marzio Colturani, 64 anni, morto in seguito a una rapina nella sua abitazione a Milano il 13 novembre scorso. Le indagini, condotte dal pm Bruna Albertini hanno portato alla firma da parte del gip Paolo Ielo di quattro provvedimenti di custodia cautelare nei confronti della colf moldava Tatiana Mitrean, di sua madre e di un cittadino ucraino. Si cerca, invece, un altro moldavo riuscito a fuggire in patria subito dopo l’omicidio.

Il figlio di Colturani "Non avevo dubbi che ci fosse di mezzo la colf, l’avevo pensato sin dal primo momento, quella mattina, appena arrivato nel palazzo". Lo ha detto, stamani, Matteo Colturani, figlio maggiore del medico ucciso il 13 novembre scorso nel suo appartamento durante una rapina. Matteo ha aggiunto che "per noi questo risultato è molto importante dal punto di vista psicologico" dicendosi anche "molto grato" verso il nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, che sta seguendo le indagini sull’omicidio.

La banda dell'Est La colf, 23 anni, lavorava da due anni nell’appartamento al settimo piano in via Comerio dove i malviventi erano riusciti a entrare senza lasciare nessun segno di effrazione sulla porta d’ingresso. È lei, secondo i carabinieri del nucleo informativo, la vera organizzatrice della rapina finita male. È lei a mettere a disposizioni le chiavi e a istruire i suoi complici di come muoversi nell’abitazione. Alla ragazza viene contestato il reato di rapina e omicidio, mentre l’uomo, un ucraino di 28 anni arrestato a Luvinate (Varese) dovrà rispondere di favoreggiamento reale e personale: ha aiutato, secondo l’accusa, la ragazza ad assicurarsi il bottino e l'innocenza. Per la madre della colf, 42 anni, l’accusa contestata è di ricettazione: nell’abitazione in via Pellegrino Rossi sono stati trovati alcuni oggetti sottratti alla vittima.

La dinamica dell'omicidio La banda dell’Est aveva sorpreso la vittima e il figlio trentenne Luca nel sonno, li aveva immobilizzati e aveva portato via alcuni quadri, gioielli e i contanti custoditi in una cassaforte, anch’essa svaligiata facilmente. Il 64enne, legato, immobilizzato in una coperta e imbavagliato con del nastro adesivo era morto per soffocamento. Sentendosi braccati i malviventi si erano disfatti dei quadri. Tele trovate abbandonate dai militari, due giorni dopo l’omicidio, all’interno del parco della Giretta vicino a un centro commerciale a Settimo Milanese, nell’hinterland del capoluogo lombardo. Per oltre due mesi i militari hanno tenuto d’occhio la donna del gruppo, poi all’alba hanno fatto scattare le manette. Nel corso delle perquisizioni, eseguite a Milano e Varese, i militari hanno identificato numerosi cittadini dell’Est Europa la cui posizione è al vaglio degli inquirenti.

I precedenti della colf C’erano già stati degli episodi di furto in casa Colturani, prima della rapina in cui, il 13 novembre scorso il medico fu ucciso. Di quei furti, sarebbe stata ritenuta responsabile la colf moldava, Tatiana Mitrean. A quanto si è appreso, incitata dalla madre, la colf avrebbe già rubato un anello con diamanti, un servizio per 12 di posate in argento oltre ad altri piccoli oggetti di valore. Tatiana e il fidanzato ucraino arrestato con lei sono accusati di concorso in rapina e omicidio volontario. La giovane moldava avrebbe denunciato lo smarrimento di un mazzo di chiavi di casa Colturani senza che fosse mai stato perso. Insieme ai tre, su ordine dal gip Paolo Ielo e su richiesta del Procuratore aggiunto Alberto Nobili e del pm Bruna Albertini, è stata arrestata anche una quarta persona, Leonid Malusz, anche lui ucraino, accusato di favoreggiamento per aver aiutato in particolare Tatiana e il fidanzato a eludere le indagini dei carabinieri, fornendo loro schede telefoniche pulite.