"Colture nel mondo, il valore della diversità"

Il professor Bocchi, agronomo, spiega il valore del Parco della Biodiversità di Expo: "Viviamo in un sistema complesso che pretende cura e attenzione"

"La funzione del Parco della Biodiversità è quella di poter spiegare e rappresentare all'interno di Expo Milano 2015 quello che è considerato un tema fondamentale per il futuro dell'agricoltura e dell'alimentazione, un tema di base per tutte le agricolture e per tutti i sistemi agroalimentari del mondo. Fino ad oggi non è stato molto dibattuto, ma diventerà fondamentale nei prossimi anni". Stefano Bocchi, professore al Dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell'Università di Milano, componente del comitato scientifico del Parco della Biodiversità, spiega l'importanza dell'area tematica che si potrà visitare durante i sei mesi dell'Esposizione Universale.

"Il Parco è un percorso espositivo dedicato a questa ricchezza di ieri, di oggi e del futuro che si lega strettamente al tema Salvare il Pianeta, Energia per la Vita - prosegue -. Da una parte c'è la crescente consapevolezza che le agricolture sono basate sulla biodiversità e devono mantenere le proprie caratteristiche e i propri valori al loro interno, senza un'eccessiva standardizzazione. Dall'altra si guarda ai sistemi di valorizzazione dell'agro-biodiversità fino ad arrivare dalla terra alla cultura della cucina, e alla nostra tavola".

"Tutto questo riguarda non soltanto gli agricoltori, ma anche tutti noi come consumatori. Se la cucina non ha alle spalle un sistema produttivo diversificato non potrà mai essere diversificata a sua volta - sottolinea il professor Bocchi-. Se ci manteniamo in salute diversificando le diete questo sarà possibile solo diversificando la produzione. Non si può parlare di alimentazione, di futuro e del pianeta senza far riferimento alla biodiversità agro-alimentare, alla sua evoluzione e alla sua salvaguardia".

"Agricoltori e aziende agricole in tutto il mondo conservano e moltiplicano da sempre conoscenze e abilità, saggezza nella gestione delle risorse biologiche nei più diversi territori, capacità di sviluppare le filiere moderne che alimentano i mercati locali e quelli globali". Non solo, la sfida è più ampia e impegnativa perché "va salvaguardata anche la biodiversità degli ecosistemi e degli ambienti che ospitano tante specie animali e vegetali, risorse idriche, terre fertili e coltivazioni, paesaggi che viviamo e sono lo specchio della qualità della vita nei territori. Sono habitat da salvaguardare nel loro insieme".

Tutto questo, partendo dal passato ma con lo sguardo rivolto al futuro, sarà raccontato ai visitatori in modo coinvolgente e originale. Guardando all'Italia e al mondo. "Il Parco della Biodiversità rappresentata la ricchezza della vita sulla Terra - conclude Stefano Bocchi - e di quello che si coltiva da tanti secoli e si continuerà ancora a coltivare per produrre il cibo quotidiano. Non dobbiamo dimenticare mai che facciamo parte di un sistema complesso che pretende cura e attenzione".