«Ma le colture transgeniche possono prevenire i tumori»

Gli scienziati sono certi dei benefici dei prodotti modificati: «E sono un rimedio contro la fame nel mondo»

da Milano

«Il mais transgenico sarebbe la soluzione ideale per prevenire certi tumori di origine alimentare, ma il nostro caro ministro dell'Agricoltura non ne vuole sapere». Così parlò Umberto Veronesi l’anno scorso. Non era la prima volta che lo scienziato ed ex ministro si schierava con gli Ogm. Veronesi è un convinto assertore della soluzione dei cibi «modificati» per la lotta contro i tumori di origine alimentare oltre che alla fame nel terzo mondo.
L'oncologo, direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), rispondendo a un'osservazione di Irelio Offman, amministratore delegato della Marsh sulla «paura della Cina», Veronesi ha sempre affermato che «la Cina ci sta insegnando che dovremmo utilizzare gli Ogm. Gli scienziati - ha continuato - non sono folli, stanno lavorando per migliorare la qualità. Questo è il futuro. Il mais è cancerogeno nella maggior parte dei casi perché attaccato dalla piralide. Ma se si aggiunge un piccolo gene al mais, si fa sì che il mais resta lo stesso ma non è più appetibile da quell'insetto». Un altro esempio sulla Cina, fatto da Veronesi, riguarda il riso. «Il riso è una parte importante - ha detto - dell'alimentazione dei cinesi. Ha però il difetto di essere carente di vitamina A e per questo molti bambini cinesi nascevano ciechi. Ma un ricercatore svizzero, appartenente a un istituto statale e non a una multinazionale, ha realizzato in laboratorio il «Golden-rice» che contiene i precursori della vitamina A. Ed è sparita, nei bambini cinesi, la cecità dovuta a questo problema. Questo dovrebbe farci pensare - ha concluso l'oncologo - che i cibi transgenici possono essere uno strumento formidabile per combattere le malattie, così come possono essere utili per combattere la fame nel mondo».