Columbus day: per Barak Obama «gli italiani hanno modellato il nostro Paese»

Secondo il presidente Usa «l'Italia ha avuto un'indelebile e straordinaria influenza sulla nostra esperienza». La festa è partita con la gala al Waldorf Astoria e culminerà con la parata sulla Quinta Strada. La coincidenza con i 150 anni dell'unità. Frattini: «Siamo stati protagonisti della storia americana»

A New York è il giorno dell'orgoglio italiano. Festa grande quest'anno, e più enfasi del solito. Dice Barak Obama, in crisi nei sondaggi e a caccia di consensi nelle varie potenti comunità: «Cristoforo Colombo ha aperto una fiera tradizione di italiani che hanno attraversato l'Atlantico fino alle nostre coste. Oggi, noi riconosciamo la loro indelebile influenza sul nostro Paese e celebriamo lo straordinario modo con cui hanno modellato l'esperienza americana». Dal viaggio delle tre caravelle è passato più di mezzo millennio, ma «da quel 12 ottobre del 1492 - sostiene Franco Frattini - non vi è momento della storia comune in cui i nostri connazionali di ogni regione non siano stati protagonisti del successo della società americana».
Come da tradizione, tocca alla cena di gala della Columbus Citizens Foundation al Waldorf Astoria, alla presenza del governatore di New York Andrew Cuomo e di vare esponenti del mondo dell'industria e della finanza, aprire ufficialmente le celebrazioni per il 67esimo Columbus Day, che proseguiranno con le manifestazioni organizzate in tutti gli Stati Uniti dai consolati e dalle comunità italo-americane e che culmineranno nella grande parata sulla Quinta Strada e la deposizione di una corona di fiori al monumento navigature genovese. Tra i tanti eventi, anche un concerto dell'orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari diretta da Alberto Veronesi al Lincoln Center di Manhattan.
Il Columbus Day cade il secondo lunedì di ottobre di ogni anno: negli Usa è festa nazionale. Protagonista assoluta è la comunità italo-americana. In base ai dati dell'ultimo censimento effettuato nel 2010, i cittadini americani che si dichiarano di origine italiana sono quasi 18 milioni, due milioni in più rispetto a dieci anni prima. «Nell'anno del centocinquantenario - sostiene ancora Frattini - il significato di questa ricorrenza va ben al di là delle emozioni che riemergono dall'impresa epocale di un eroe italiano». Il titolare della Farnesina ringrazia la comunità italo-americana per «l'impegno alla diffusione della cultura italiana e della nostra meravigliosa lingua» con cui ha sostenuto l'azione del governo per riportare il linguaggio di Dante nel programma educativo americano Advanced Placement.
«La coincidenza con il centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia - sottolineato l'ambasciatore Terzi - rende uniche le celebrazioni di quest'anno. Un tributo ulteriore all'eredità degli italiani che, come Colombo, ma anche Gaetano Filangieri, Andrea Palladio, ancor prima che il nostro Paese si unificasse, hanno contribuito a far grandi gli Stati Uniti d'America».