MA COM’È BELLA LA CAMPAGNA

(...) hanno fatto Prodi e Visco fino a ieri, stando nello stesso partito di Prodi e Visco. Non credo che la copia del programma possa essere migliore dell’originale.
E, del resto, mi pare che anche la composizione delle liste del Partito democratico in Liguria, piene di paracadutati da Roma, non possa suscitare alcun entusiasmo. Anzi, condivido alla virgola le critiche espresse su queste colonne da Marylin Fusco, Graziano Mazzarello e Renzo Guccinelli - con cui spesso e volentieri mi sono trovato a polemizzare - ma che stimo anche per la cortesia e la gentilezza con cui si sono sempre rapportati con il Giornale, come ha sempre fatto Alessandro Repetto e come hanno fatto in Regione, tanto per fare due nomi, Claudio Montaldo e soprattutto Gianni Pittaluga. E rispettare il Giornale significa rispettare anche tutti i nostri lettori.
Allo stesso modo stimo, pur pensandola diversamente, qualcuno che nelle liste del Pd c’è: da Roberta Pinotti a Claudio Gustavino, passando per Mario Tullo. Prima di aprire il solito dibattito sul fatto che qui al Giornale siamo «comunisti!», è chiaro che questo non vuol dire approvare tutto quello che dicono o fare campagna elettorale per loro, ma rispettarsi e legittimarsi reciprocamente. Come si fa nei Paesi civili.
Come non si è fatto in Italia da quattordici anni a questa parte, anche e soprattutto per colpa dei leader dei partiti dei signori citati.
Ecco, questo mi è piaciuto del comizio di Walter Veltroni a piazza Matteotti l’altra sera: l’assenza d’odio ideologico; il riconoscimento dei morti d’ogni colore (cosa che a Genova la sinistra non fa); le battutine su Berlusconi limitate a legittimo dissenso su singoli punti e non a differenze antropologiche.
E trovo assurdo che gli attacchi più forti a mezzo stampa contro i consiglieri provinciali di Forza Italia tacciati di pensare solo ai gettoni di presenza e addirittura contro Scajola, accusato senza nominarlo di gestire in modo maschilista la giunta di Imperia, siano arrivati proprio da un’azzurra. Non vorrei che, dopo aver conquistato il rispetto nel fronte avverso, si facessero largo a gomitate quelli che non rispettano il proprio.