Com’è carina la bambola gonfiabile

«Lars e una ragazza tutta sua», una garbata storia surreale con Ryan Gosling

Achi crede nell'indiscriminata cordialità di certi film o nel pan-erotismo studentesco di certi telefilm americani, Lars e una ragazza tutta sua di Craig Gillespie - scritto da Nancy Oliver - offre una riproduzione più fedele e talora commovente della loro realtà. In un paese di uno Stato nevoso, dove tutti hanno nomi scandinavi (s'allude al Minnesota), l'impiegato trentenne Lars (Ryan Gosling) vince l'isolamento acquistando una bambola gonfiabile e poi la presenta al fratello (Paul Schneider), alla cognata (Emily Mortimer) e infine al paese tutto come una ragazza straniera, paralitica e timorata di Dio («dorme» da lui, ma non con lui). Sarà perché Lars è insignificante, quindi non dà ombra a nessuno; sarà perché Lars ha perduto la madre alla nascita e tutti l'hanno sempre compatito; sarà perché tutto ciò è un diversivo, ma, nell'animo comunitario - tipico quanto la solitudine di provincia - scatta la solidarietà per l'innocuo deviante. La bambola è accolta come persona reale e - in quanto straniera e minorata - subito beneficia delle agevolazioni previste dal politicamente corretto. La Oliver e Gillespie sono avveduti: procedono con garbo, onde nessun s'offenda, nel diffondere un clima buonista. Dunque nessun rivale violenterà la bambola di Lars, obbligandolo a tornare alla realtà; sarà Lars stesso a far ammalare e morire l'amata, come in Love Story, avviandosi alla vedovanza, preludio all'unione con una reale - e un po' troppo bella - collega (Kelli Garner). Il lieto fine rovina la coerenza della storia, ma Gillespie avrebbe dovuto restare nell'analoga - salvo per la neve - Australia per permettersene un altro.

LARS E UNA RAGAZZA TUTTA SUA di Craig Gillespie (Usa, 2007), con Ryan Gosling, Paul Schneider. 106 minuti