Il comandante che voleva affondare con la nave

(...) aveva voluto ricordare le battaglie risorgimentali imponendone i nomi ai figli) era nato a Portoferraio nel 1911, aveva combattuto la seconda guerra mondiale sui sommergibili in Atlantico con il grado di tenente di vascello e aveva una grande esperienza maturata sui mari di tutto il mondo.
Purtroppo il suo nome è legato al primo grande disastro ecologico dell'era moderna. La petroliera da lui comandata era stata tagliata e allungata di molti metri per consentire una maggiore capienza nel trasporto dell'olio greggio e compiere, durante la chiusura dello stretto di Suez, un viaggio con il carico doppio. Proprietà della Barracuda Tanker Company società californiana la nave trasportava petrolio dal Kuwait al Galles per conto della British Petroleum. Una serie di circostanze sfortunate portarono nella primavere dl 1967 la nave ad incagliarsi su una scogliera chiamata Seven Stones. C'è chi disse che il comandante Rugiati avesse scelto quella rotta per guadagnare tempo e raggiungere la destinazione con conseguente risparmio di denaro. Il comandante passeggiando in corso Firenze raccontava di essere stato tradito dalla forza dei venti che in una manovra ardua spinsero la nave sugli scogli. Sette serbatoi della petroliera squarciata riversarono in mare il carico. Il comandante Rugiati con animo nobile consapevole della disgrazia avvenuta rimase sulla tolda della nave, vicino a lui il cambusiere, anch'egli dell'Isola d'Elba, che non voleva allontanarsi dal suo prestigioso comandante. Con le lacrime agli occhi il comandante Rugiati ripeteva «Non volevo abbandonare la nave. Mi obbligarono quasi con la forza gli uomini dei rimorchiatori olandesi che erano riusciti a salire a bordo».
La Torrey Canion rimase incagliata per 11 giorni, spezzata in diversi tronconi, finché le autorità inglesi decisero di affondarla con le bombe sganciate dagli aerei della British Air Force. «Per il comandante Rugiati - racconta la nuora Francesca Ermirio - uomo ostinato, coraggioso, tutto di un pezzo come si diceva una volta, fu la fine . Andò in pensione, ma tutti sapevamo che il suo rammarico era di non essere affondato con la sua nave: un grande senso di responsabilità e del dovere, un grande senso dell'onore».