«Combatteremo Veltroni sui problemi reali»

Marcello Viaggio

Una battaglia sulle vere emergenze della città e in difesa delle periferie mirata a «far emergere le contraddizioni di un sindaco che è un grande comunicatore ma non riesce ad affrontare i problemi di Roma». È la priorità «politica e amministrativa» annunciata dal nuovo capogruppo capitolino di Forza Italia Pasquale De Luca, eletto dopo l’uscita di Lovari. Dal ’93 in Forza Italia, «ero e sono orgogliosamente democristiano», afferma De Luca che ci tiene ad evidenziare di «essere eletto all’unanimità, cosa che non era mai avvenuta per screzi di vario genere. Oggi il gruppo e il partito - spiega - sono tutt’uno e faremo una battaglia per le periferie, per le strade dissestate, per l’ambiente, la viabilità e i trasporti. Già da domani saremo tra i cittadini».
Intanto, tra le prime questioni che il neo-capogruppo azzurro dovrà affrontare subito, c’è quella dei locali assegnati dal Campidoglio al gruppo comunale di Forza Italia in via delle Vergini che attualmente registrano una imbarazzante «coabitazione». Al Campidoglio chi lascia Forza Italia, molla il tetto politico ma non l’alloggio. Così è successo per i tre consiglieri approdati all’Udeur: Mirko Coratti, Gianfranco Zambelli e Claudio Santini. Così si sta ripetendo per Roberto Lovari. Come capogruppo degli azzurri, quest’ultimo occupava in via delle Vergini le due stanze più ampie, con una bella vista panoramica, al quarto piano. Dopo la sua fuoriuscita da Forza Italia, Lovari si è tenuto le chiavi in tasca, appropriandosi anche della stanza accanto. Quella dell’ufficio stampa. «Si è preso da solo tre camere per il Nuovo Psi - accusa il consigliere Fabio De Lillo -. A noi ne sono rimaste in tutto appena quattro». Un atto di forza, che agli azzurri non va proprio giù. Il gruppo di Forza Italia comprende cinque consiglieri, più dieci addetti di segreteria. Quindici persone. Ma De Lillo lamenta a sua volta la mancata assegnazione di un ufficio come segretario del consiglio comunale, anche i tre della sua segreteria trovano posto per il momento negli angusti spazi rimasti agli azzurri. Dunque, diciotto persone. Tolti armadi e scrivanie, 2-3 metri quadrati a testa.
«È una situazione assurda - lamenta De Lillo -. Chiunque va via, dopo il “tradimento”, continua a occupare le stanze. Coratti e gli altri si sono presi un piano intero (il secondo, ndr). A Lovari spettavano due camere molto ampie, oltre a quella dell’addetta stampa. Si è tenuto tutte e tre, oltre agli arredi e al materiale di cancelleria, comprato con i soldi del gruppo». Riassumendo, come sono suddivisi oggi gli spazi inizialmente assegnati a Forza Italia? «Noi in cinque consiglieri abbiamo quattro stanze. L’Udeur, che con Iantosca arriva a 4, ne ha otto. Il doppio. Ancora meglio va al Psi: con un solo consigliere, ne occupa tre». Come segretario del consiglio comunale, De Lillo avrebbe diritto a un ufficio a parte. Finora, però, dal Campidoglio hanno fatto orecchie da mercante. «Fingono di non avere ancora individuato una sistemazione adeguata - rimarca l’esponente azzurro -. Ma ora basta, pretendo la sede che mi spetta. È una questione di dignità. Chiunque lascia Forza Italia e si aggrega alla maggioranza, viene subito premiato. È ora di finirla con la politica dei due pesi e due misure. Alla luce di queste discriminazioni, non oso pensare a che cosa avviene nell’assegnazione delle case comunali. Se il metodo messo in atto dalla maggioranza è lo stesso, c’è da essere preoccupati».