Un combustibile ricavato dai rifiuti

Roma ha una nuovo impianto per il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti urbani indifferenziati. È all’interno del polo impiantistico di Rocca Cencia ed è stato inaugurato ieri dal sindaco Walter Veltroni, dal presidente della Regione Piero Marrazzo, dal vicepresidente della Provincia Rosa Rinaldi e dal presidente e dall’amministratore delegato dell’Ama Massimo Tabacchiera e Domenico Tudini. Il nuovo impianto, che si affianca a quello di selezione del multimateriale, permette di separare la frazione secca trasformandola in combustibile da rifiuti destinato al recupero energetico. Costruito in due anni, è costato 24 milioni di euro. Si estende su una superficie di un ettaro e può trattare 750 tonnellate di materiale al giorno. Questi i volumi dei prodotti in uscita: tra 200 e 250 tonnellate al giorno di Cdr (combustibile da rifiuti), tra 100 e 150 tonnellate quotidiane di ammendante e tra 200 e 250 tonnellate al giorno di inerti pesanti. «La città utilizza tutte le risorse per fare dei rifiuti un’opportunità», commenta Veltroni, sottolineando la necessità di una strategia dello smaltimento dei rifiuti che punti «al recupero e al riutilizzo»: «In quattro anni e mezzo la differenziata nel Comune è passata dal 4 al 21 per cento. Un dato importante che ci deve spingere a quel 35 per cento fissato dal decreto Ronchi».
Dati, quelli citati dal sindaco, che per la coordinatrice regionale di Forza Italia Lazio Beatrice Lorenzin rappresentano «solo un’opportunità di gettare polvere negli occhi dei cittadini». «Il traguardo del 35 per cento del decreto Ronchi è lontano mille miglia dall’essere raggiunto, mentre - prosegue la Lorenzin - questa amministrazione latita ormai da anni su un progetto complessivo sull’ambiente». «La presenza dei cassonetti adibiti alla differenziata - continua - è a macchia di leopardo e quindi insufficiente, ma soprattutto in cinque anni di questa consiliatura non è mai stata riunita in modo continuativo la commissione sul termovalorizzatore di Malagrotta, fatto che prova la mancanza di una progettualità ambientale seria di questa amministrazione. Resta solo un dato di fatto, che Roma è sporca dalle periferie al centro e che Veltroni sbandiera un altro insuccesso della maggioranza in Campidoglio per un successo». Critiche alla politica ecologica dell’attuale giunta arrivano anche da Sergio Marchi, capogruppo di An in Campidoglio: «Roma è una città fuorilegge sul campo dell’emergenza rifiuti, in quanto lontana dall’obiettivo del 35 per cento di raccolta differenziata fissato dal decreto Ronchi. Si potrebbe iniziare con l’incrementare il numero dei cassonetti, spesso distanti centinaia di metri dalle abitazioni e difficili da raggiungere per i soggetti più deboli. Veltroni deve fare chiarezza sulla politica complessiva dello smaltimento dei rifiuti. La discarica di Malagrotta è in esaurimento e i cittadini di quella zona hanno diritto ad aspettarsi una riqualificazione di un’area già troppo martoriata dalla stessa discarica, dalla presenza di cave e dal raffinamento del petrolio e non meritano un’ulteriore punizione. Il sindaco ci deve dire sì o no rispetto alla scelta del termovalorizzatore e indicare con chiarezza le aree del nuovo piano regolatore dove dovranno sorgere i nuovi impianti di smaltimento e di riconversione dei rifiuti». Dello stesso avviso Marco Marsilio, consigliere comunale di Alleanza Nazionale: «La discarica di Malagrotta entro un anno sarà esaurita, la colpa è tutta della sinistra che, prima con Rutelli e poi con Veltroni, non ha fatto niente per far decollare la raccolta differenziata, ferma al palo per molti anni e drammaticamente neanche a metà dell’obiettivo minimo previsto dalla legge. Lo stesso impianto di Rocca Cencia è stato finanziato con fondi regionali che da almeno 8 anni l’Ama e il Comune hanno avuto a disposizione, ma l’impianto solo oggi comincia ad andare in funzione. L’Ama è un’azienda fallimentare incapace di fare programmazione e di avere una strategia incisiva». Immediata la replica dell’azienda: «La raccolta differenziata a Roma nel 2001 era al 4,5 per cento, mentre oggi si attesta al 21 per cento. Per quanto riguarda poi l’impianto di Rocca Cencia l’autorizzazione definitiva alla costruzione è stata rilasciata alla fine del 2002. Nel 2003 sono stati effettuati i complessi lavori di demolizione dell’impianto preesistente e la conseguente bonifica del sito, e alla fine dello stesso anno è partito il cantiere per la realizzazione della struttura, costruita in solo 24 mesi. Una «creatura» di cui va fiero Massimo Tabacchiera, presidente dell’Ama: «Stiamo iniziando a rendere la città autonoma dal punto di vista della gestione dei rifiuti».