«Comici e spalle son fatti per dividersi»

da Capri

«Se si separano non ci rimetterà nessuno: né Boldi, né de Sica, né tantomeno lo spettatore». Ha le idee chiare Vincenzo Cerami, scrittore e sceneggiatore cinematografico di lungo corso premiato con l’Oscar per La vita è bella. Per lui, ospite in questi giorni di Capri Hollywood, la fine del sodalizio artistico dei re del botteghino natalizio non è particolarmente grave perché «sono entrambi sostituibili. L'unico ruolo fondamentale ce l'ha Neri Parenti, il regista. Boldi e De Sica sono i suoi strumenti. O gli strumenti dei fratelli Vanzina».
Fino all’8 gennaio Cerami sarà all’Ambra Jovinelli di Roma con Il comico e la spalla commedia scritta per la regia di Jean-Claude Penchenat con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina del Teatro Stabile di Catania che poi andrà in tournée in tutta Italia. «Boldi e De Sica sono spalla e comico a rotazione. Persone divertenti, due bambinoni autentici».
Sulle cause del divorzio Cerami pensa che ci sia voglia di sperimentare nuove strade. «E - spiega - di capire se da soli, senza la spalla, funzionano ugualmente. Un po’ sfida artistica, insomma, un po’ voglia di perseguire le proprie ambizioni. Il loro sodalizio del resto è durato sin troppo a lungo. È fatale che una coppia, nella vita privata come sul lavoro, ad un certo punto dica basta».
Ma su chi dei due abbia qualcosa in più da guadagnare, Cerami non ha dubbi: «Boldi, la sua è una comicità border line. Un passetto più in là e diventa maschera tragica. Capace di interpretare anche ruoli drammatici». Quanto a De Sica, se il nuovo sodalizio sarà con Massimo Ghini, «lui sì è una spalla tradizionale, l’attore che porge la battuta al comico e che, non a caso, in francese si traduce con “faire valoir”».