Il comico strapazza Prodi: "Ha il morbo di Alzheimer"

"Il premier dice che non ho proposte? Gliele consegnai nel 2006: Ormai è un pugile suonato". Ma i veri malati attaccano Grillo: "Parole gravissime"

Roma - Un «delinquente senza cuore» e un «ignorante costituzionale». Parole pesanti quelle del ministro della Giustizia Clemente Mastella che, attraverso il suo blog, risponde alle accuse di Beppe Grillo che, nei giorni scorsi, aveva più volte preso di mira il Guardasigilli, tanto da arrivare a offrire assistenza legale ai parenti delle vittime di assassini usciti grazie all’indulto e tornati a delinquere.

«Per me Grillo è un delinquente senza cuore. Come definire - ribatte Mastella - chi si propone di strumentalizzare il dolore ultragiustificabile di chi ha perso amici, affetti, parenti per omicidi terribili attribuendo la responsabilità di quel dolore all’indulto? Come se l’indulto stesso fosse la causa di un omicidio, come se chi ha votato in Parlamento il provvedimento possa essere corresponsabile dell’omicidio in questione. Un assassino è tale, indulto o non indulto».

E aggiunge, difendendo la sua legge: «Per me Grillo è un ignorante costituzionale. Per me non arriva alla vita di Benigni», sottolinea lodando l’attore toscano per aver più volte difeso il senso di pietà dell’indulto. Mastella lancia infine un’ultima frecciata al comico genovese: «Mi sembra chiaro ora, e non era un segreto neanche prima, che Grillo punti a una presenza politica nazionale forte. Ce la farà a fare le liste? Vedremo. Ma la politica c’entra, eccome». Nel mirino di Beppe Grillo intanto torna «valium-Prodi», il presidente del Consiglio apparso ieri a «Porta a porta».

«Ieri sera - si legge nel blog di Grillo - il presidente del Consiglio parlava seduto dietro a una gigantografia con la mia faccia. Belìn, è come se la Bbc trasmettesse un discorso alla nazione di Gordon Brown che si rivolge a Mr. Bean». Definisce qualunquista l’affermazione di Prodi: «I cittadini non sono migliori dei politici». E aggiunge: «Credo che intendesse tutti i cittadini e tutti i politici. Insomma, siamo un Paese senza speranza». «Valium - scrive ancora Grillo - ha poi continuato dicendo di me che io dovrò cambiare perché dalla critica dovrò arrivare alla proposta. Qui mi sono molto preoccupato. Le proposte infatti ci sono: quelle dei cittadini che per mesi hanno scritto commenti e mail al blog. Non sono mie, sono dei datori di lavoro di Prodi. Le ho consegnate personalmente ad Alzheimer-Prodi a Palazzo Chigi l’8 giugno del 2006. Gli lasciai una lettera di licenziamento nel caso non le avesse tenute in considerazione. Mi rassicurò che le avrebbe trasmesse ai ministri competenti. Ho il filmato integrale», ricorda. Parole di fuoco che hanno provocato lo sdegno dei veri malati. «Ha usato un termine molto infelice, è una cosa molto grave», la protesta delle principali associazioni che si occupano proprio del morbo di Alzheimer. E analoga reazione hanno avuto tutti i politici, di destra e di sinistra.

Secco il futuro leader del Pd: «Con le adunate per mandare tutti a quel paese si finisce per andare in tv e sui giornali, però non si fa un Paese, non lo si cambia e non lo si trasforma», afferma Walter Veltroni durante un faccia a faccia alla Festa dell’Unità di Milano. Ipotizza uno scenario più complesso il leghista Roberto Calderoli: «Grillo fa parte di un progetto del partito “La Casta” di Stella, della campagna che stanno facendo i mass media dei poteri forti per distruggere la politica nel momento in cui non riescono a governarla. E arrivare al tutto fa schifo».

Un progetto, secondo Calderoli, che ha due fasi: «La prima è l’aggregazione delle forze politiche da una parte e dall’altra in difesa della casta; la fase due sarà la nascita di un partito di sinistra e uno di destra. Il bipartitismo al posto del bipolarismo. È quindi un progetto funzionale al Partito democratico e al partito Brambilla-Berlusconi». Paragona Grillo alla Brambilla invece Gad Lerner che alla presentazione del suo prossimo programma «L’Infedele», afferma: «Non vedo differenza di sostanza tra Grillo e Michela Brambilla, sono entrambi sintomi passeggeri di un disincanto verso la politica».

Sempre solidale con Grillo invece il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che propone una nuova manifestazione di piazza per sostenere la proposta di legge popolare fatta per impedire ai politici condannati di sedere in Parlamento, lanciata dal V-Day di Beppe Grillo: «Le proposte di Grillo sono politica. Chi racoglie 300mila firma per una legge non fa sensazionalismo, ma esercizio di democrazia diretta». La prende larga Massimo D’Alema che si limita a definire il dibattito politico italiano «esagitato, confuso, inutilmente carico di virulenza polemica e in definitiva autodistruttivo».