Comincia il mondiale degli hooligans

Teppisti ubriachi mettono a ferro e fuoco il centro storico della città: 429 di loro sono stati fermati. 32 i feriti. Un agente morso da un ultrà. Ma intanto i tedeschi riscoprono il piacere di tifare per la loro nazionale

da Berlino
«I veri vincitori sono i tifosi». L'elogio compiaciuto è di Wolfgang Niersbach, vicepresidente esecutivo del comitato organizzatore dei mondiali, riferito, con ragione, al comportamento delle centinaia di migliaia di fan, tedeschi in maggioranza, ma con rappresentanze più o meno numerose di tutte le nazioni partecipanti a questi mondiali. Stadi esauriti, tifo caloroso e colorato, ma sempre corretto. Una grande, praticamente ininterrotta, festa multicolore per le strade e nelle piazze, da Amburgo a Monaco di Baviera, da Colonia a Berlino. Ma purtroppo, fuori degli stadi, a una settimana esatta dall'inizio del mondiale, è successo quello che tutti temevano: sono arrivati gli hooligan e hanno cercato - per fortuna senza riuscirci, danni materiali a locali e suppellettili urbane esclusi - di rovinare la festa. È accaduto a Dortmund e per ora soltanto in quella città, prima di Germania-Polonia, ma c'è da dire che il sistema di sicurezza tedesco ha risposto alla perfezione. Il centro storico della città è stato messo a ferro e fuoco da orde di teppisti, in maggioranza tedeschi, ubriachi, ai quali se ne sono aggiunti anche di polacchi, ugualmente venuti solo per menare le mani. La polizia è intervenuta rapidamente e con successo, nonostante le centinaia di agenti impegnati - duemila in tutto - siano stati fatti oggetto di lanci di bottiglie, pietre, razzi illuminanti. Contro i poliziotti sono volati anche tavolini e sedie, che gli hooligan hanno prelevato dai locali pubblici con i dehors aperti lungo le strade. Gli sconti sono durati alcune ore, mentre la partita cominciava e la Germania andava vincere all'ultimo minuto. Poi, quando il pubblico è defluito dallo stadio, la calma era già tornata e non ci sono stati incidenti tra i veri tifosi tedeschi, che esultavano, come ovunque in Germania e i polacchi, depressi ma non in cerca di rivincite o, peggio, vendette violente. Il capo della polizia Hans Schulze ha fornito le cifre del primo bilancio di sconti causati dagli hooligans di questo mondiale: 429 persone fermate, delle quali 278 tedesche e 119 polacche, per 96 delle quali scatterà una denuncia penale. I feriti sono stati 32, tra i quali un poliziotto, morso a un polpaccio da un hooligan.«Molti dei fermati erano già schedati presso di noi come hooligan violenti», ha precisato Schulze, aggiungendo che tra loro c'erano anche quelli resisi protagonisti di violenze a Firenze il 1° marzo scorso, in occasione dell'amichevole Italia-Germania (4-1) e a Bratislava il 3 settembre 2005, quando la Germania giocò contro la Slovacchia (0-2). Il funzionario ha comunque anche ricordato che a Dortmund c'erano più di 100 mila tifosi, dentro lo stadio e raccolti nei punti di «public viewing» davanti ai maxischermi, che, come accennato, non hanno creato problemi. «Spero che ciò che abbiamo visto non si ripeta», ha commentato con amarezza il presidente della federcalcio tedesca, Theo Zwanziger. Anche ieri, comunque, prima della partita tra Inghilterra e Trinidad & Tobago a Norimberga, ci sono stati lievi incidenti e otto tifosi inglesi sono stati fermati.
L'altro problema che ha turbato, ma in modo minore, il sereno svolgimento dei mondiali sono state le prime due invasioni di campo. A Berlino, nel finale di Brasile-Croazia la più spettacolare, con un ventenne croato che è riuscito a scendere in campo ed è stato bloccato dopo solo qualche secondo. Processato, è stato condannato a una multa di 120 euro. Sanzione forse lieve, ma in Germania in questi casi i giudici comminano la pena in base allo stipendio mensile dell'imputato, che è, appunto, di solo 120 euro. A Monaco di Baviera un diciannovenne tunisino è riuscito ad arrivare fino alle panchine degli allenatori durante Tunisia-Arabia Saudita. Anche lui verrà multato ed entrambi non potranno mettere più piede negli stadi dei mondiali: «Non vogliamo più alzare recinti», ha spiegato il vicepresidente Niersbach, «ma i tifosi devono sapere che non tollereremo nessun episodio del genere».
La Germania, comunque. adesso pensa solo a festeggiare, in un trionfo di «oro-nero-rosso», i colori della bandiera nazionale, esposti dovunque. Così sui media si è acceso il dibattito se tanto patriottismo improvviso non sia da prendere con cautela. Con il passare dei giorni, però, quest'ondata di neopatriottismo viene vissuta come un’esplosione di gioia della quale i tedeschi, dopo tanti anni di grigiore, sentivano il bisogno. La stessa cancelliera Merkel è stata vista esultare come la più sfegatata dei tifosi per il gol di Neuville contro la Polonia. E persino Daniel Cohn-Bendit, eurodeputato dei verdi, ex leader sessantottino, ha spiegato come non ci sia alcuna minaccia: «Un nazionalismo con tanta umanità s'è visto raramente. Soprattutto, molti appartenenti alla sinistra avrebbero bisogno di un po' più di serenità nell'affrontare questo bisogno di identificazione».