Cominciamo ad aiutare la famiglia

Con questo governo non c’è tregua. Gli italiani sono costretti a occuparsi di problemi che li riguardano fino a un certo punto e che certamente non sono in cima ai loro pensieri e alle loro preoccupazioni. I Dico sono problemi di questo tipo.
Per carità, i problemi dei gay e dei conviventi in genere sono problemi seri come gli altri. La questione è un’altra: sono i problemi più importanti, prioritari, che deve affrontare un Governo? Secondo noi no e per vari motivi.
Anzitutto i Dico sono un problema tutto interno alla sinistra. Vogliono farli? E che li facciano. Non hanno la maggioranza, ci rinuncino. Quello che non possono continuare a fare è rompere l’anima a tutti. Agli italiani che non sono interessati al problema. Ai cristiani che non sono d’accordo. Ai vescovi che si pronunciano contro: e cosa dovrebbero fare? Al centrodestra che è retrogrado e razzista (a parte che l’onorevole Grillini della razzista l’ha dato anche alla sua compagna di coalizione, onorevole Binetti).
Comunque sia si può discutere fin che si vuole basta che non se ne voglia fare una battaglia di religione. Fausto Bertinotti - che se facesse il presidente della Camera senza fare politica più di quando era segretario dei rifondaroli comunisti sarebbe meglio - sulla Stampa di ieri ha sostenuto che occorre aprire una grande battaglia politico culturale, come ai tempi del divorzio, sui Dico. È un po’ duretto, il nostro presidente della Camera. Su questo terreno gli italiani la battaglia la lasciano fare a lui. Ma non l’ha ancora capito? Ma non si ricorda il referendum sulla procreazione assistita, la battaglia sugli embrioni, tanto per intendersi? Faccia pure la sua battaglia, lasci perdere gli italiani, almeno quelli ai quali non interessa.
E poi diciamolo con tutta la chiarezza possibile: la priorità, in Italia, oggi, e con questo governo temiamo ancora per un bel po’, è un’altra: è aiutare le famiglie composte da un uomo e una donna che vogliono diventare un padre e una madre ma che, spesso, non lo possono fare perché non hanno la possibilità di farlo. Perché la politica non li aiuta e questo governo meno che meno. In questo Paese, grazie alla finanziaria di questo governo, chi mette al mondo più figli più tasse paga. Tra tasse e rincari vari la famiglia media, marito, moglie e un figlio o due figli, se già non rasentava la soglia di povertà, può finirci facilitata dal governo. Qui c’è da lavorare molto anche perché qui, da noi, c’è il calo demografico che è un male da vari punti di vista. Sociale e culturale perché una società dove ci sono più anziani che giovani è squilibrata. Poi c’è un problema di finanza pubblica che è noto a tutti. Anche se a Bertinotti e ai suoi questo interessa meno perché per loro i problemi della finanza pubblica sono l’effetto del neoliberismo (dove lo vedono in Italia non si sa, magari ce ne fosse un po’ di più, ma lasciamo correre).
La verità è che Bertinotti sa bene che sulla politica estera continueranno a essere dolori. Su quella economica non ne parliamo. Sulla riforma delle pensioni il caos è generale. E allora meglio che perdere tempo a parlare con Padoa-Schioppa e D’Alema inventiamoci una bella battaglia culturale ché alle priorità vere del Paese c’è tempo per pensarci. E avanti così.