Il Comitato dei Sei affronta l’impegno della Consulta per i 19 Municipi

Francesco Giro*

Domani mattina il Comitato dei Sei (saggi) inizierà il suo lavoro. Affiancherà il mio lavoro di coordinatore regionale. È la prima volta che accade in Forza Italia. Come è noto lo statuto nazionale affida ancora ai Coordinatori regionali poteri molto estesi e allora abbiamo pensato qui nel Lazio di cambiare, di voltare pagina e di proporci come regione pilota per sperimentare un modo nuovo di far politica più aperto e partecipato. È una richiesta e un’esigenza che cresce dal basso e che raccoglie l’appello di Silvio Berlusconi che, assieme a Sandro Bondi, ha proposto una direzione politica che lavori al fianco del coordinamento nazionale. Il Comitato dei Sei non sarà una scatola vuota. Avrà una sua visibilità, autonomia, capacità decisionale. A ciascun componente affiderò deleghe precise e soprattutto operative. Nei prossimi mesi dobbiamo affrontare importanti scadenze: la nascita della prima consulta azzurra dei municipi di Roma, la stagione congressuale nelle province e nei Comuni del Lazio; la campagna del tesseramento azzurro; le elezioni comunali a Rieti, Frosinone e Latina; il progetto della difesa del voto ai seggi; il progetto della Fir, Forza Italia incontra Roma, con il quale intendiamo rilanciare i nostri collegamenti con il mondo dell’impresa, del lavoro, della società civile, oggi un po’ scoloriti e trascurati; la battaglia sulla Finanziaria punitiva verso il Lazio e la Capitale; e poi avvieremo una riflessione approfondita sulle elezioni provinciali di Roma del 2008, perché è bene partire con largo anticipo per non farci cogliere impreparati, soprattutto dopo la sortita polemica di Chicco Testa che da sinistra ha lanciato la proposta di abolire la Provincia quasi pronosticasse la sconfitta elettorale della sua parte politica. Stiamo pensando ad un grande progetto dedicato alle nostre province e ai Comuni del Lazio che esalti la loro unicità culturale, economica e sociale. Incominceremo anche a riflettere sul primo vero appuntamento elettorale nazionale quello delle europee del 2009, perché vorrei studiare una iniziativa itinerante sul Lazio Regione d’Europa che coinvolga le migliori risorse professionali e del mondo economico per comunicare ai cittadini dei Comuni del Lazio che cosa l’Europa può e deve fare per loro. Ma il progetto al quale stiamo lavorando con intensità in questi giorni è la nuova Consulta dei municipi di Roma. Mentre la sinistra ha costruito e imposto il supersindaco, noi di Fi vogliamo essere i portabandiera dei municipi di Roma e proporci come il partito del decentramento e dell’autonomia amministrativa e vogliamo difendere il valore della sussidiarietà, ovvero il municipio deve potere fare tutto ciò che il Comune non è in grado di realizzare, perché l’ente più piccolo è quello più vicino alle persone e ai loro reali diritti e bisogni. Oggi i municipi sono dei passacarte, chiamati ad accettare decisione già assunte altrove. E questo disagio viene espresso dagli stessi 18 minisindaci della sinistra sempre più insofferenti verso il sindaco Veltroni, che vivono con tensione questa loro condizione, strumentalizzata anche in vista della nascita del futuribile partito democratico che ha finito addirittura per dividere i presidenti dei municipi della Margherita e dei Ds anche sul tema del decentramento amministrativo. La Consulta sarà guidata da un presidente che verrà scelto direttamente dai 60 consiglieri municipali nel corso di una sessione elettorale durante la quale allestiremo un seggio centrale, in un posto prestigioso di Roma, dove sfileranno tutti gli eletti municipali e i loro coordinatori. E non è detto che Berlusconi non ci faccia la sorpresa di intervenire.
(*) Coordinatore regionale di Fi