Un comitato genovese per conquistare lo scranno più importante di Strasburgo

Un presidente per l’Europa. Un presidente che sia vicino alla Liguria. È lo spirito che anima i fondatori del comitato «Mario Mauro presidente - per una Liguria europea». Un movimento sorto spontaneamente a Genova, tra persone impegnate in politica, che puntano a sostenere il ruolo determinante di un europarlamentare lombardo che da sempre però si è sempre mostrato vicino ai problemi della nostra regione e si è impegnato per trovare le soluzioni migliori.
Il consigliere regionale Gianni Macchiavello, insieme al consigliere comunale Lilli Lauro, al capogruppo biasottiano al Municipio Medio Levante Enrico Cimaschi e ad Alberto Pozzo, ha dato vita al comitato spiegando che «il sostegno a Mario Mauro, attuale vicepresidente del parlamento europeo, nasce dal fatto che siamo vicini a lui ideologicamente, condividiamo in pieno i valori che stanno alla base del suo pensiero politico, riconosciamo in lui un politico corretto e che, soprattutto finanziariamente, ha sempre aiutato la Regione Liguria». Il suo decisivo interessamento in collaborazione con l’allora governatore Sandro Biasotti, nel 2004, aveva reso possibile lo stanziamento dei fondi europei per la Liguria.
Ora c’è la concreta possibilità che Mario Mauro, forte della sua prolungata esperienza europea nelle file di Forza Italia-Ppe, possa essere chiamato, in caso di vittoria dei Popolari, a presiedere l’assemblea. «Sarebbe un’occasione importante anche per la nostra Regione perché è un amico - sottolinea Enrico Cimaschi - Ovviamente, come esponenti del Pdl ligure, saremo pronti a sostenere anche le altre candidature che dovessero essere proposte dal partito a livello locale». Anche perché la legge elettorale per le Europee consente all’elettore di esprimere tre preferenze contemporaneamente.
Una sfida importante, quella del comitato, anche perché la Liguria ha bisogno di un rappresentante in Europa. L’ultimo parlamentare è stata Marta Vincenzi. «Appunto - interviene Lilli Lauro - Marta Vincenzi è una persona che a parole fa tutto, rappresenta le donne, la famiglia, poi, nei fatti, dimentica. La prova è stata la sua scelta di lasciare Strasburgo per diventare sindaco. E poi, da sindaco, la costituzione di facciata di un comitato per le pari opportunità che ormai non si riunisce nemmeno più da un anno e mezzo. Invece su temi fondamentali come la famiglia e le politiche al femminile sono certa di trovare in Mario Mauro un importante paladino».