IL COMITATO «Polveri alle stelle, i bambini vanno a scuola respirando i veleni»

Sono arrivati a un tale livello di esasperazione che si dicono disposti a autotassarsi pur di ritornare a vivere. Sono forse gli unici milanesi che chiedono di pagare Ecopass. La provocazione lanciata dai residenti di via Sarpi e dintorni: rientrare nell’area Ecopass. Nonostante la recente pedonalizzazione della via, con tanto di telecamere e pattuglie dei vigili a controllare il rispetto del rigido regolamento comunale, la situazione - denunciano gli abitanti - è rimasta assolutamente immutata. Continuano indisturbate, tutti i giorni, «w-e-e-k end com-pre-so» le operazioni di carico scarico, come se nulla fosse. Centinaia di «furgoncini fuori legge» arrivano dalle vie limitrofe per rifornirsi nei negozi all’ingrosso che ormai hanno colonizzato la via. «L’inquinamento nella nostra zona è arrivato alle stelle - denuncia Loredana Cerrato, socia del comitato Vivisarpi - nella zona ci sono 6 scuole e migliaia di bambini, italiani e cinesi, che continuano a respirare veleni, noi siamo molto preoccupati. Per non parlare della qualità della nostra vita: oltre al parcheggio selvaggio di questi furgoni che assediano l’intero quartiere, respiriamo le esalazioni velenose dei furgoni vecchi e inquinanti tutta la settimana per 15 ore al giorno. La situazione è diventata assolutamente insostenibile».
Da qui l’idea - contenuta anche nel documento che il consiglio di zona 1 ha approvato martedì sera - rientrare nella zona Ecopass per tornare ad avere un po’ di tranquillità. «Meglio pagare che passare notti e week end insonni respirando veleni» dicono. Dal punto di vista «urbanistico», i consiglieri di zona 1 ritengono la richiesta «sensata»: con l’inclusione di via Sarpi e tutte le vie limitrofe nell’area Ecopass si verrebbe a chiudere idealmente il cerchio. Ora la palla passa all’amministrazione che dovrà valutare l’opportunità politica e la fattibilità tecnica della richiesta. «Il sindaco Pisapia era venuto in campagna elettorale nel nostro quartiere e aveva partecipato all’assemblea prendendo degli impegni precisi - continua Cerrato - ma la momento nulla è cambiato».