Una commedia alla Billy Wilder con la Zellweger giornalista

da Roma

«Non farei mai la giornalista, anche se è un mestiere che mi affascina: troppe responsabilità, soprattutto ora. Tuttavia, se non diamo valore alla verità, a che cosa dovremmo darla?», fa boccuccia di rosa Renée Zellweger, coprotagonista di In amore niente regole, dove con le sue tipiche mossette e vezzi e tic, tratteggia Lexie, iena dattilografa, rotta a tutto, pur di fare carriera al Tribune di Chicago. A scalfire la cinica intraprendenza di lei, che per uno scoop, indaga sui celebrati trascorsi bellici del campione di football Carter (John Krasinski), che ha uno scheletro nell’armadio (altro che eroe delle Argonne!), ci penserà Dodge (Clooney). Il quale la inchioda con una battuta, degna del miglior Wilder: «L’unico uomo che odi più di uno che ti corteggia è quello che non ti corteggia». «Al college nessuno si è battuto per me e quanto allo sport, beh, ci pensa mio fratello: parla sempre di cowboy!», scherza Bridget Jones, in nero totale, sul quale spicca la testina color platino.
A ribadire la sua somiglianza fisica con la star degli anni Venti Clara Bow, qui Renée indossa una sfilza di cappellini a cloche, anche provvisti di piume di fagiano, molto donanti sul suo faccino antiquato. “Mi è piaciuto molto questo tuffo nel passato delle grandi commedie romantiche dei vecchi tempi, caratterizzate da un dialogo veloce e intelligente. La mia Lexie è dotata di grande sarcasmo ed energia, è un’aggressiva, che non si dà mai per vinta”, narra l’attrice, laureata in lettere.