«La commedia degli errori» fra gemelli e scambi di persona

Giuseppe Pambieri è regista e attore principale: «Interpreto i due padroni, cambio voce e atteggiamenti»

È una giornata di straordinaria follia sospesa nel tempo e nello spazio, quella che va in scena ne La Commedia degli errori, nella traduzione e adattamento di Luca Simonelli, al Teatro Manzoni. Sul palco, per la regia di Giuseppe Pambieri, si intrecciano situazioni paradossali, atmosfere acide e oniriche per raccontare la vicenda di due coppie di gemelli e gli infiniti equivoci che ruotano loro intorno. La Commedia degli errori, ispirata al modello plautino dei Menecmi, è una delle prime commedie scritte da Shakespeare, che vi introdusse però numerose innovazioni, a partire proprio dall'amplificazione del «doppio» dei gemelli, che invece di essere una sola coppia, sono due. Ai due Antifoli si affiancano due servi gemelli.
«È uno spettacolo divertente, in cui serpeggiano le ombre delle inquietudini e della mancanza di identità» spiega Giuseppe Pambieri. «Nella storia delle rappresentazioni della Commedia degli Equivoci, solitamente i due Antifoli e i due Dromi sono stati interpretati da attori che si assomigliavano, vestiti in modo identico. In questo caso invece ci cambiamo in continuazione, e io interpreto i due padroni, mentre Nino Bignamini interpreta i 2 servi; questo comporta uno sforzo istrionico maggiore, ma anche più divertimento per il pubblico». I gemelli in scena sono dunque perfettamente identici nell'aspetto, ma molto diversi, addirittura opposti, nel carattere. «Ho cercato di dare al primo Antifolo una voce adenoidale, e un aplomb un po' inglese, mentre l'altro gemello è più terreno, donnaiolo e iracondo. I due servi, che indossano gli abiti smessi dai loro padroni, dal canto loro assomigliano ai loro padroni, e fanno loro il verso cercando di imitarli in tutto e per tutto» continua Pambieri.
Ma a complicare la situazione, c'è tutto un mondo di legami e di intrecci che rende ancora più gustoso il gioco degli equivoci e dei fraintendimenti. «Il personaggio di Adriana, la moglie del gemello donnaiolo, interpretata da Micol Pambieri, gelosissima e sempre guardinga, è un po' tigre e un po' pantera, una piccola bisbetica, che combatte contro i pregiudizi di un maschilismo che non vuole accettare. Diversa è invece sua sorella, Luciana, interpretata da Vera Castagna, che incarna un' anima candida, salvo poi riservare lati inaspettati che vanno ad ingarbugliare ancor più il destino dei protagonisti».
Una dualità sottolineata dalle luci ma anche dai costumi realizzati da Lia Tanzi, «quando Giuseppe mi ha parlato di questo spettacolo al fulmicotone, in cui i personaggi galleggiano nel tempo, ho voluto rafforzare l’idea creando costumi destrutturati e contaminati. Così le due sorelle sono due persone distinte, ma sono anche un'anima divisa in due. Adriana è quasi un fumetto, piena di rabbia e di ansie. L'ho vestita di nero, in testa porta una parrucca scura per evidenziare questa sua oscurità. L' altra invece è candida, e il bianco è il suo colore, dalla testa ai piedi».
La commedia degli errori
teatro Manzoni
da oggi al 3 giugno
Ingresso 28 euro da martedì a venerdì 30 euro sabato e domenica