Il commento Assolto il calciatore Non Rosetti

Dobbiamo stringere la mano al giudice sportivo Giampaolo Tosel e tirare le orecchie all’arbitro del derby di Milano Rosetti. Dobbiamo stringere la mano al dottor Tosel perchè nel redigere l’assoluzione «per insufficienza di prova tv» nei confronti di Adriano, non ha evitato di dare una stoccata memorabile al fischietto torinese. A richiesta specifica di un supplemento di referto, l’arbitro ha infatti garantito di aver visto il tocco di mano di Adriano e di averlo considerato involontario. «Tale certezza - ha scritto Tosel - non può essere condivisa». È rimasto il tarlo del dubbio. E in presenza del dubbio non è possibile comminare una squalifica all’interista.
Collina e Rosetti invece non possono cavarsela con un complimento. Il designatore, già domenica sera, ha spedito sms per far sapere che il tocco di Adriano, scoperto al replay, era involontario: legittima opinione, ma opinione, discutibile. Il guaio vero è che tale opinione è diventata la certezza esibita da Rosetti nel referto del giorno dopo.
Difficile credergli se neppure il dottor Tosel gli ha creduto. Le immagini televisive hanno dimostrato che uno solo, in campo, ha avvertito l’irregolarità: Abbiati. Maldini non ha visto, Zambrotta nemmeno, Rosetti, che era più lontano, sì. E chi è, Mandrake? Lo racconti al credulone del villaggio. Ma perché l’ha fatto, allora? Forse per non dare la patente di sfida irregolare al derby e mettersi in sintonia con Collina. A fine anni ’70, un arbitro dichiarò il falso: si trattava di Paolo Bergamo, poi indagato da un pm per la sospensione della partita Milan-Napoli. Possiamo fidarci di uno che giura il giorno dopo di aver visto un mani sfuggitogli in diretta? La risposta è no. Lo sappia anche Collina. Pensava forse di metterlo al riparo, lo ha messo alla berlina.