Il commento Caro Repetto, non sia Provinciale

Ho aspettato un paio di settimane a scrivere questo articolo perchè ero convinto che ci fosse un errore, che fosse impazzito un fax, che una segretaria avesse sbagliato il numero di telefono a cui inviare il suo comunicato. Invece, non sono arrivate correzioni o rettifiche e quindi devo credere che sia tutto vero e cioè che un avvocato genovese abbia «avuto incarico dalla Provincia di Genova di agire nei Nostri confronti per la pubblicazione di alcuni articoli». Ora, voglio sinceramente sperare che l’autore del fax in questione sia un millantatore. Perchè mi sembra surreale l’ipotesi di querela al Giornale da parte della Provincia.
In primo luogo, proprio perchè, grazie alla civiltà di rapporti, alla serietà del lavoro, alla scrupolosità delle verifiche e al diritto di replica sempre garantito a tutti sul nostro Giornale, le querele sono sempre meno e, da quando sono qui, ho visto anche qualcuno pentirsi amaramente di averci provato che sta ancora pagando i danni per «lite temeraria». In secondo luogo, perchè Alessandro Repetto è sempre stato rispettoso del nostro lavoro e dei nostri lettori. È capitato spesso di non trovarci d’accordo con lui, ma mai di non rispettarci e di non stimarci, anzi. E - quando è capitato che qualcuno avesse sbagliato valutazioni - addirittura si è scusato pubblicamente, come capitato al consigliere regionale azzurro Matteo Rosso, autore di una pubblica lettera di scuse a Repetto che gli fa estremamente onore. Insomma, qui si parla, si discute, ci si confronta, si litiga anche. Ma, come avviene nei posti civili, lo si fa con la forza delle argomentazioni e del ragionamento. Non con quella delle carte bollate sventolate e dei tribunali minacciati.
Non voglio nemmeno entrare nel merito dell’articolo in questione - che pure non mi pare abbia nulla di querelabile - perchè il punto che voglio porre è un altro. Non il merito, ma il metodo. Come il presidente Repetto ben sa, pubblichiamo sempre ogni precisazione o rettifica, come è capitato altre volte a lui stesso o alle strutture della Provincia, e quindi, anche in questo caso, avremmo pubblicato volentierissimo ogni precisazione, se ci fosse stato qualcosa da precisare. Se qualcuno non condivide questo principio, questo Giornale non è casa sua.
Quindi - per la stima che porto e voglio continuare a portare ad Alessandro Repetto - spero che quell’iniziativa legale sia uno scherzo di qualche buontempone o magari di un sosia del presidente della Provincia, un po’ come Gommaflex, l’uomo dalla faccia di gomma, il personaggio di Alan Ford in grado di prendere l’identità di chiunque, spacciandosi per lui. Oppure di qualcuno che non conosce questa straordinaria palestra di civiltà che è il Giornale. Di qualcuno che magari pensava di avere a che fare con altre testate.
In caso contrario - io che non condivido l’abolizione delle Provincie e le campagne demagogiche che alcuni ci hanno imbastito sopra, riconoscendone un ruolo importantissimo soprattutto per l’entroterra - forse sarei costretto a ricredermi. Se un ente si preoccupa di querelare l’informazione corretta, allora forse è proprio inutile.