Il commento In città sono tornate le lucciole

Sto per scrivere uno degli articoli che mi dà più piacere scrivere. Perchè sto per raccontare di una Genova diversa, di una sera diversa, di un lunedì positivo. E non per i risultati del calcio, la mia Roma ha perso ancora, col Napoli. Perchè sto per raccontare che, anche in Liguria, anche a Genova, si può provare a volare alto.
Lunedì scorso. A Palazzo Ducale, l’ultimo capitolo positivo firmato dalla Feg, la Fondazione Edoardo Garrone voluta da Duccio che, da quando è guidata da Paolo Corradi, ha fatto il salto di qualità. Ennesimo esempio di cultura fatta senza mendicare soldi pubblici ed ennesimo tema di assoluto interesse: lo scontro sul Porto fra Roberto D’Alessandro e Paride Batini, col ruolo decisivo del cardinale Siri. In platea, fra gli altri, gli eredi dei tre: Giovanni Novi, il console di oggi Benvenuti, monsignor Molinari. Il ciclo sulla storia di Genova, con la sala del Maggior Consiglio sempre piena. Bella Storia, bella storia.
Poche centinaia di metri più in là, al teatro della Corte, l’appuntamento con la serata di Fare gli italiani, il bel ciclo voluto da Carlo Repetti, un altro che non perde mai il gusto di fare cultura (cultura che non sempre condivido, come non sempre condivido quella della Feg, ma questa è un’altra storia) e che è strutturato con letture di testi e poesie di uno o più autori da parte di uno o più attori, commentate da un personaggio del mondo della letteratura o della politica. Fra due settimane, ad esempio, toccherà a una firma del Giornale e caro amico come Giordano Bruno Guerri, mai banale, sempre interessante. Anche quando non lo si condivide.
L’altra sera, il protagonista della serata era Pier Paolo Pasolini, gli attori in scena (...)