Il commento Esercito aperto a gay e lesbiche. Era ora

Presentat arm ministro La Russa! Ci voleva un simpaticissimo ex-fascistone a risolvere col buon senso un problema lasciato a bagnomaria da troppi tremebondi parolai di un inutile politically correct. Finalmente a gay e lesbiche non sarà più interdetto l’accesso alle Forze Armate. Era ora, in un mondo libero dove le coppie omo della guardia civil spagnola dormono insieme anche in caserma, gli ufficiali della marina inglese si sposano a bordo delle unità da guerra di Sua Maestà con la fanfara, e i marines americani potranno dichiararsi presto grazie a Obama.
Ma in concreto che succederà? Nulla, tranquilli! Non ci saranno sculettamenti in parata, divise multicolori all’ultima moda, ordini gridati in falsetto. Di uomini e donne omosessuali tra gli italiani in divisa ce ne sono già moltissimi, da sempre. Solo che erano obbligati al silenzio e alla dissimulazione, a raccontare di partner etero del tutto inesistenti, al sostanziale isolamento fra i commilitoni, spesso scambiato per scontrosità asociale. Continueranno semplicemente a fare il loro dovere come sempre, ma con un peso sul cuore in meno, dando un contributo che nella storia è stato sempre apprezzato e sottolineato, in termini di abilità e coraggio.
Dal mito di Achille e Patroclo e di Eurialo e Niso, al documentato valore della legione tebana e del duo Alessandro Magno-Efestione, la coppia omoerotica cementata dall’affetto reciproco ha sempre scritto pagine belliche gloriose. Per non dire di veri e propri fondatori della strategia militare che ancora si insegna nelle scuole di guerra, come Giulio Cesare e l’Imperatore Adriano.
Venendo agli anni più recenti, la gaiezza di Lawrence d’Arabia e di Montgomery non ha impedito loro di scrivere grandi pagine vittoriose sulle sabbie africane della prima e della seconda guerra mondiale. Se qualcuno dubita ancora, temendo un possibile infiacchimento delle truppe, dia un’occhiata dentro l’imbattile esercito israeliano. E pieno di lesbiche e gay in divisa dichiarati e rispettati. E ne va fiero.