il commento di Filippo Grassia

D a una email arrivata in redazione lo scorso giovedì: «Sono il concessionario di una delle 329 agenzie ippiche storiche che andranno a bando perché lo stato italiano s’è assoggettato a un provvedimento della commissione europea sul libero mercato. Ma il legislatore, nel pur lodevole tentativo di chiudere un contenzioso, ne aprirà molti altri. È curioso in particolare il provvedimento che impegna il vincitore del bando a installare la nuova agenzia entro 200 metri dalla vecchia. E se, per motivi oggettivi, non per cattiva volontà, non riuscisse a trovare locali idonei? Cosa accadrebbe? E come si comporterà lo Stato nel momento in cui revoca unilateralmente delle licenze che aveva concesso fino al 2011?».
Il nostro lettore pone domande assolutamente legittime. È per questo che il Governo, d’accordo con i nuovi vertici di Aams, non può fare a meno di rimettere mano al provvedimento per emanare delle disposizioni che, oltre a mettere in gara le agenzie ippiche secondo il volere comunitario, prevedano un risarcimento ai concessionari espropriati di un diritto acquisito proprio dallo Stato. Altrimenti, lo abbiamo scritto più volte in questa pagina, si apriranno contenziosi infiniti sui fronti più disparati. Ne potrebbero essere protagonisti perfino i nuovi aggiudicatari qualora non riuscissero ad aprire le agenzie per l’impossibilità di trovare locali idonei nel raggio d’azione previsto dalla norma.
Ma c’è dell’altro. Il provvedimento di legge, che nel ’99 aveva prorogato la concessione delle agenzie ippiche storiche fino al 2011, era servito anche per spalmare i debiti relativi all’imposta unica e ai minimi garantiti. I primi sono scaduti il 30 giugno dello scorso anno, per i secondi ci sono ancora 3 anni di tempo. E ci saranno. Ma verrà meno l’attività che permetteva ai titolari delle agenzie di assolvere il debito. I due aspetti erano indubbiamente correlati nel provvedimento. Una specie di «coitus interruptus». E ancora. Già allora si sapeva che l’Unione Europea era contraria alla proroga e che quindi era ineluttabile una causa comunitaria. Di qui la necessità di un emendamento che, entro la fatidica data del 31 agosto, faccia chiarezza, preveda delle disposizioni a salvaguardia delle 329 agenzie storiche e tuteli, per quanto possa apparire paradossale, i vincitori del bando. Sarà anche bene che il nuovo schema di legge sia sottoposto al vaglio della commissione europea prima di essere approvato. Il libero mercato non può andare alla rovescia.