Il commento Giù le mani dalla Gronda

di Massimiliano Lussana

Attenzione, allarme rosso. O, al limite, allarme rosso-verde.
Succede che - come puntualmente accade ogni volta che si parla di infrastrutture in questa città - c’è subito chi salta su con altre proposte, con le «opzioni zero», con studi rivoluzionari che dimostrano che le strade o le ferrovie non servono a nulla e che quelle attuali sono più che sufficienti. Non manca nessuno: ci sono i comitati dei residenti, quelli degli ambientalisti, quelli dei medici in possesso di uno studio recentissimo sui danni delle infrastrutture, quelli dei genitori, quelli dei medici genitori residenti ambientalisti.
In qualsiasi posto del mondo, di solito questi comitati vengono ascoltati, ma non fanno la politica infrastrutturale della città. Qui a Genova, invece, vengono ascoltati al punto da eleggere rappresentanti istituzionali in consiglio comunale e provinciale, solitamente sotto le insegne di Rifondazione comunista. Solitamente pronti a strillare contro ogni spinta di riformismo infrastrutturale, (...)