Il commento I clandestini sono troppi e non venite a dirci che siamo razzisti

Ogni qual volta si discute di sicurezza in questa città avanzata, civile e ferita, c'è sempre qualcuno - le anime belle non dormono mai - pronto a dire che il problema è volutamente gonfiato e distorto, per diffondere tensione e paura. Eppure i fatti hanno una loro oggettiva rilevanza, parlano il linguaggio asettico delle cifre, che sono comunque terrificanti. Dall'inizio dell'anno i casi di stupro a Milano sono stati venticinque, due a opera di italiani, ventitré ad opera di stranieri, in gran parte irregolari.
È politicamente corretto battersi, a parole, per le donne, denunciarne la condizione di fragilità e di pericolo, raccontarne le notti e i tragitti a rischio, ma alla fine, secondo alcuni, sarebbe meglio sopire, quietare, dimenticare. Ma quella del silenzio e della rassegnazione non sarebbe una scelta quanto una resa, una pure e semplice resa che non possiamo accettare.
Il problema degli stupri esiste, è gravissimo, è direttamente legato, come tanti altri fenomeni di criminalità diffusa in questa città, alla presenza di immigrati clandestini. La casistica delle violenze sulle donne non è né xenofoba né razzista, non rientra in una nuova retorica italiana e milanese, ha piuttosto la freddezza convincente delle statistiche. (...)