Il commento I Tafazzi del Centro(Est)destra

Ogni volta, uno pensa di averle viste tutte. E, invece, ogni volta, un certo centrodestra genovese riesce a fare peggio della volta prima. Senza che nessuno dica niente: il coordinatore Gianfranco Gadolla ha preso armi e bagagli e ha traslocato in Futuro e libertà (o Generazione Italia, o Farefuturo o come si chiamano, forse hanno addirittura più nomi che seguito popolare) e resta solo la promessa che «presto» avrà un successore.
Così, nei Municipi - che sono l’istituzione a più diretto contatto con i cittadini, quella che si occupa della buca nella strada sotto casa o dell’aiuola insozzata ai giardinetti - succede di tutto. Con l’eccezione del Medio-Levante, dove Pasquale Ottonello ha la capacità di tenere insieme i suoi consiglieri, ma soprattutto di gestire il suo territorio andando al sodo, senza cercare inutili contrapposizioni con il Comune e preferendo le realizzazioni alla propaganda. Poi, ovviamente, anche a me, su singoli problemi, capita di non essere d’accordo con Ottonello, ma credo che occorra riconoscergli questa straordinaria concretezza, merce rara.
Ma, per l’appunto, il Medio-Levante (Albaro, Foce e San Martino) è una mosca bianca per il centrodestra. Nel Levante, ad esempio, si litiga spesso: Sturla o Sant’Ilario, Quarto o Nervi, Bagnara o Borgoratti, Apparizione o Quinto o San Desiderio, sono tutti argomenti per discutere nella maggioranza di centrodestra. E non è che dove i moderati sono all’opposizione vada molto meglio: nel Centro-Ovest, ad esempio, che è quello di Sampierdarena e San Teodoro, dopo la spaccatura che ha portato Lega e Pdl a correre ognuno per conto suo alle elezioni e lo storico instancabile leader del Pdl Fabio Costa a non essere inserito nelle liste, esistono due gruppi del Pdl, entrambi con lo stesso nome e lo stesso simbolo, ma con due capigruppo. Una dei due capogruppo di se stessa, vabbé.
Ma il meglio (cioè il peggio), lo riserva il Centro-Est che, traducendo dal linguaggio astruso della carta intestata di Tursi a quello di tutti i giorni è il Municipio che comprende Castelletto, Carignano, il Centro Storico (Pré-Molo-Maddalena), Lagaccio, Oregina e Portoria. Quindi, il cuore del cuore della città, una zona e un gruppo di quartieri di importanza strategica per Genova, senza nulla togliere agli altri, naturalmente.
In questa zona, alle ultime elezioni, il centrodestra era riuscito a vincere, dopo un mandato amministrativo appannaggio del centrosinistra. Quindi, visto che si trattava di un quartiere di confine, dove ogni voto va sudato, cosa imporrebbe la logica? Naturale, imporrebbe di andare tutti d’accordo e di lavorare per confermarsi la prossima volta.
Invece, ne sono successe di tutti i colori. Prima è stato sfiduciato dai suoi stessi consiglieri il presidente eletto, il biasottiano Aldo Siri, che però nel frattempo era diventato consigliere regionale, quindi sarebbe stato meglio si dimettesse da solo, anche se questo non giustifica in alcun modo chi gli ha votato contro. (...)