Il commento Italiane senza gol? Servono le stelle non solo lo stellone

Neppure un gol. Salta all’occhio. Qualcuno dirà: nemmeno le inglesi si sono sprecate. Tre reti in quattro partite. Sì, ma hanno vinto tre incontri e uno pareggiato per caso. E per lo stellone di Mourinho. Nonostante tutto, il made in Italy esce da questo turno di Champions con speranze quasi intatte. Però meglio non guardarsi allo specchio. Che dire delle nostre difese? Faccia da colabrodo. E delle straordinarie coppie d’attacco? Belle statuine. Gli inglesi, e forse dovremmo ringraziarli, ci hanno ricordato quanto sia scarsa la qualità del nostro campionato. Non dobbiamo aggrapparci a Cagliari e Genoa per dire quanto giocano bene, quanto sono brave. Ma a Inter, Juve, Roma e Milan per vedere come se la cavano in coppa. Loro e non altre, che siano Sampdoria, Udinese, Fiorentina, calibrano il nostro calcio.
L’altra sera Luciano Spalletti ha raccontato il pallone secondo il suo parere forse illuminato, ma un po’ contraddittorio. «Il calcio è forza e corsa, poi il resto. E quando veniamo qui, gli inglesi ce lo ricordano sempre. A casa nostra lo dimentichiamo». Bene, e allora perché ha fatto giocare Totti, se il calcio è forza e corsa?
In realtà il calcio è qualità, sotto qualsiasi forma. E il nostro campionato ha giocatori dotati, ma spesso terribilmente imperfetti. Taluni incompiuti. Gente che non sa accendere subito il motore. Deve sempre scattare come una molla, magari quando è tardi. Sarà un caso se le tre di Champions hanno mostrato la stessa faccia per la prima mezz’ora di partita? Timide, rispettose, impaurite, aggredite senza capacità di sottrarsi all’aggressione. Insomma in balia degli avversari. Poi un gol segnato o qualcuno mancato (dagli avversari) le ha fatte risvegliare. Inutile cercare colpe specifiche degli allenatori. Qui parliamo di giocatori di prima fascia, molti nazionali.
Abbiamo diritto di chiedere almeno gol, se non spettacolo? Abbiamo diritto di veder difese meno ingenue, senza autenticarci come patria del gioco difensivo? Per vincere non basta lo stellone, servono anche le stelle. Sono ancora in tempo a guardarsi allo specchio.