Il commento Lascio Genova, resto a Genova

Al netto di Roberto Benigni, Antonio Albanese e di poco altro, non sono stato un fan di Vieni via con me. Anzi, a dirla tutta, mi sono spesso e volentieri addormentato, soprattutto durante i monologhi di Roberto Saviano. E nemmeno la trazione ligure del programma, condotto da un savonese come Fabio Fazio e che aveva nel gruppo degli autori il suo inseparabile compagno Pietro Galeotti, savonese pure lui, è riuscita a consolarmi di fronte a un programma simile.
Fra l’altro, ci tengo a dirlo, il mio giudizio è estetico, non politico. Anche al netto dell’antiberlusconismo, credo che la vera occasione persa da Vieni via con me, sia stato l’eccesso di politicamente corretto. In ogni campo. Eppure, anche in questo quadro, l’invenzione linguistica degli elenchi ha un suo valore.
Ce l’ha soprattutto a Genova, in cui motivi per rimanere e motivi per andarsene si rincorrono ogni giorno. E così proviamo a giocarci, invitando pure voi a partecipare nei prossimi giorni, raccontandoci perchè restate, perchè ve ne andreste e magari perchè siete tornati.
Io vado via perchè ci sono i genovesi. E resto perchè ci sono i genovesi, quelli come voi - straordinaria famiglia del Giornale di Genova e della Liguria - che ogni giorno ci regalate affetto e soddisfazioni, smentendo ogni luogo comune sui genovesi, quelli per cui si andrebbe via.
Io vado via perchè, anche l’altro giorno, a Caricamento, a Sottoripa e al Porto Antico c’è stata una maxi rissa fra extracomunitari che si sono affrontati a bottigliate e cinghiate, seminando il terrore. (...)