Il commento Il nemico del mio nemico...

(...)Voti che nessuno può promettergli e che, comunque, Filippo Penati, lasciando la segreteria di Bersani dopo la figuraccia milanese, gli ha negato. E non ci si poteva aspettare nulla di diverso, per la vecchia ruggine con risvolti giudiziari nei rapporti fra ex sindaco e ex presidente della Provincia, dovuta alle intricate vicende sul controllo della municipalizzata Serravalle-Tangenziali. Ma senza l'impegno di un almeno parziale e indiretto appoggio del Pd Albertini non ci sta. Non è disposto a fare brutte figure: europarlamentare al secondo mandato, presidente della importante commissione Esteri, perché tornare a fare il consigliere comunale a Milano? La tensione fra Albertini e la Moratti risale alla campagna elettorale del 2006. Che Letizia, forse malconsigliata, condusse nel segno della «discontinuità», quindi molto polemica e perfino ostile verso il suo predecessore Gabriele, quasi più che verso gli avversari politici. E fra le virtù di Albertini c'è una formidabile e implacabile memoria.
Comunque, se Albertini rinuncia, la Moratti è destinata ad aggiudicarsi il secondo mandato e Pisapia a perdere con onore per guidare l'opposizione a Palazzo Marino. E il trio neo-centrista? Sceglierà un suo candidato, ad esempio Achille Serra, o si dividerà. Comunque anche in questo caso dimostrerà, almeno a Milano, la sua irrilevanza. E se, invece, Albertini decidesse per il sì e arrivasse al ballottaggio? Be', in questo caso ne vedremmo delle belle, con due candidati di centrodestra che se le darebbero di santa ragione, come solo due persone molto ben educate sanno fare.
Comunque lascia senza parole la evidente disponibilità di almeno parte del Pd a sostenere Albertini: per 9 anni da sinistra non gli sono stati risparmiati attacchi, spesso tanto aspri da rasentare l'improperio. A cominciare dallo stravolgimento della sua autodefinizione minimalista, di «amministratore di condominio», rilanciata in senso dengrativo. Per non dire delle inchieste giudiziarie che gli sono state innescate contro, da quella per l'uso di una poltrona ergonomica nel suo ufficio fino a quella su presunti emendamenti al bilancio firmati in bianco. Ma si sa, per una sinistra senza idee e personalità «il nemico del mio nemico è mio amico».