Il commento Il nostro (e vostro) vascello pirata

di Massimiliano Lussana

L’obiezione che mi fate più spesso, quando ho il piacere e la gioia di incontrarvi per strada, è quella di essere troppo poco cattivo con Marta Vincenzi o con altri esponenti della sinistra. Ma Marta un po’ di più: questo personalissimo sondaggio la mette al primo posto dei meno graditi fra i lettori del Giornale. Dal canto mio, ovviamente, sto ad ascoltare con attenzione. Penso che dal confronto si possa uscire solo arricchiti e cerco di fare tesoro dei vostri consigli. Tanto è vero che gli unici (gli unici!) articoli che davvero hanno messo nel mirino il sindaco di Genova su questioni serie, come l’ultimo di Diego Pistacchi sulle copiature di Urban Lab, sono usciti su queste pagine: la collezione è a disposizione.
Ma, proprio per questo, proprio perchè mi piace fare opposizione a quel tanto che non va in questa città e in questa regione, cerco di farla seriamente. Vedete, a Roma, come a Genova, c’è tanta gente che strilla contro Berlusconi o contro la Vincenzi. Ma quelli che strillano di più, spesso, sono quelli che fanno meno opposizione. Quelli che poi magari sono pronti a fare accordi in cambio di un piatto di lenticchie. Quelli che grufolano nella mangiatoia delle consulenze o dei consigli di amministrazione.
Insomma, l’opposizione che urla non mi piace. E tendo a diffidarne. Soprattutto, credo che il primo requisito per fare opposizione sia la credibilità. E questa cerchiamo di guadagnarcela ogni giorno e ci viene universalmente riconosciuta.
Mi piace invece l’opposizione sui fatti. Perchè porta dei risultati. Ed è su questo che voglio soffermarmi oggi: se noi attacchiamo il Comune per un tubo che perde o per una strada dissestata e l’Aster di Mauro Cavelli interviene il giorno dopo, come è successo, io penso che questa sia una vittoria. (...)