Il commento Ora si indaghi da Nord a Sud

Giorni fa una signora di Roma, lavoratrice in un call center con uno stipendio di 800 euro al mese, ha denunciato, all’Indignato speciale del Tg5, di essere costretta a dormire in automobile, non potendosi permettere affitti che partono da un minimo di 500 euro mensili per modesti monolocali in periferia. Da dieci anni questa donna ha chiesto una casa popolare. Da cinque sa di averne i requisiti, è in graduatoria e pure in buona posizione, ma ad oggi non ha mai ricevuto alcuna offerta dall’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia nella capitale. Ho interpellato i vertici dell’Ater, che cortesemente hanno risposto attraverso la dottoressa Stefania Graziosi, commissario straordinario dell’azienda. La risposta del commissario, valente ex funzionaria della Banca d’Italia, è stata sconcertante nella brutalità della sua denuncia. I criteri di assegnazione «ricorrono a criteri di illegalità nel traffico delle case popolari», inoltre da trenta e passa anni non si costruisce edilizia popolare. Insomma, la commissaria dell’Ater denuncia un vero e proprio traffico illegale.
Nel commento all’interno della stessa rubrica ho sollecitato quindi, di fronte ad una denuncia di reato come quella pubblicamente fatta dalla dottoressa Graziosi, l’intervento della magistratura romana. Ad oggi non mi risulta siano stati aperti fascicoli d’indagine.
Se è vero che l’80 per cento degli italiani è proprietario della propria casa, è pur vero che milioni sono i cittadini che, come la signora di Roma, vivono il dramma della casa. Affitti alle stelle, contratti in nero, transitori, ad uso foresteria, continui rischi di sfratto.
La casa è un diritto. Ed è così vero che Giuliano Pisapia, coinvolto suo malgrado nell’affaire Trivulzio per via di una vecchia casa assegnata anni fa alla sua attuale compagna, ha perfino detto che chi ne ha bisogno ha diritto di occupare una casa come «vera e propria legittima difesa». Caro avvocato candidato, non basta dire, occorre fare.
La gentile signora Carla Fracci ha giustificato il suo maxi appartamento in via della Spiga e ha confidato che quasi non ce la fa più a pagare l’oneroso affitto. Per i non milanesi via della Spiga è una delle arterie del quadrilatero della moda, la zona più in e chic di Milano. Non le suggeriamo certo di andare a dormire in macchina come la signora di Roma, che non è una ex grande ballerina ma solo l’impiegata di un call center. Un appartamento dignitoso in viale Corsica, mica estrema periferia, per carità, forse sarebbe meno oneroso. E soprattutto, meno scandaloso.
Milano ha saputo guardare dentro questa cloaca. È ora che questo malcostume sia stroncato in tutta Italia. Per anni si è pensato solo ai proprietari, uno Stato civile però non può non tenere conto delle necessità sacrosante di tutti i suoi cittadini.